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CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia CalcioFoggia Calcio, tra la certezza del 3-5-2 e il rebus dei trequartisti verso il Cosenza
Alla vigilia della delicata sfida contro il Cosenza, in casa Foggia Calcio la lavagna tattica di mister Gaetano Auteri assomiglia sempre più a un affascinante rompicapo. Dopo le prime sette giornate di campionato, il cantiere rossonero è ancora aperto, ma inizia finalmente a mostrare fondamenta solide e contorni ben definiti. Non è stato un avvio di stagione ordinario per il Foggia Calcio, costretto ad allestire la rosa in fretta e furia per via delle arcinote vicende legate alla riammissione tardiva. Una corsa contro il tempo che ha inevitabilmente condizionato la preparazione atletica e la coesione del gruppo, spingendo lo staff tecnico a un percorso di ricerca ed esperimenti sul campo.
In questo avvio di torneo, il Foggia Calcio ha infatti già ruotato ben tre assetti tattici differenti: il 4-2-3-1, il 4-3-3 e, da ultimo, il 3-5-2. Tre abiti per una sola squadra, ognuno dei quali ha raccontato una storia diversa nel processo di crescita della truppa rossonera.
Dall’illusione del 4-2-3-1 alla cerniera del 4-3-3
Il cammino è iniziato con il 4-2-3-1, un modulo sulla carta spumeggiante, ma rivelatosi di difficile attuazione pratica. Le precarie condizioni fisiche di inizio stagione di una rosa assemblata a tappe forzate hanno pagato un dazio pesante: non appena la squadra tendeva ad allungarsi tra i reparti, si perdevano le distanze e i riferimenti difensivi, esponendo il fianco ripartenze avversarie. Ciò non significa che il 4-2-3-1 sia stato bocciato in via definitiva; quando l’intero organico avrà raggiunto il top della forma e della tenuta sui novanta minuti, questo spartito potrà tornare di grande attualità.
Successivamente, il passaggio al 4-3-3 ha mostrato segnali di miglioramento incoraggianti. La presenza di una cerniera di tre uomini in mezzo al campo ha garantito una schermatura nettamente più efficace davanti alla linea difensiva, regalando maggior equilibrio globale e favorendo anche qualche piccolo progresso nell’incisività della manovra offensiva, pur in una fase in cui gli esterni del tridente, per infortuni e condizione fisica non hanno potuto fornire alla squadra l’apporto che volevano.
La svolta del 3-5-2: quando l’emergenza valorizza i singoli
La vera svolta, tuttavia, si è vista nell’ultimo successo casalingo contro il Sorrento. Il passaggio al 3-5-2 è nato prevalentemente come una scelta obbligata, figlia dell’emergenza sulla corsia di sinistra dovuta alle assenze contemporanee di Smeraldi e Demeter. Per mettere una pezza al buco difensivo, le alternative erano due: adattare ancora Todisco su una fascia che ne limita la spinta naturale (con il giovanissimo Maestrelli a destra), oppure ridisegnare da cima a fondo l’undici titolare cancellando il ruolo del terzino puro. Auteri ha optato per la seconda via, ricevendo risposte di straordinario valore.
Il 3-5-2 ha infatti esaltato i due reparti chiave del Foggia Calcio. In difesa, il terzetto composto da Berra, Di Pasquale e uno tra Seck e Azarov ha trovato una compattezza mai vista prima, con Berra perfetto leader e perno centrale della retroguardia. A centrocampo, le caratteristiche degli interpreti si sono incastrate alla perfezione: Gallo si è riscoperto play aggressivo e metodista di sostanza, Zuccon ha garantito il solito apporto instancabile di chilometri e inserimenti, mentre Haoudi si è acceso nel ruolo di “uomo della luce”, illuminando la manovra con giocate di classe superiore.
Il dilemma per il Cosenza e l’enigma dell’abbondanza
Di fronte a una prestazione convincente come quella contro il Sorrento, la scelta più logica in vista della trasferta contro il Cosenza sarebbe la conferma immediata del 3-5-2. Logica, sì, ma tutt’altro che scontata. Almeno nell’ottica di medio e lungo periodo.
Il motivo è semplice: l’infermeria del Foggia Calcio si sta svuotando e i rientri ormai imminenti di elementi come Oviszach e Del Sole andranno ad affollare ulteriormente un pacchetto di trequartisti ed esterni offensivi eccezionalmente nutrito. Oltre ai due citati, la rosa rossonera vanta profili del calibro di Petito, Touré, Panico, Bigonzoni e Merdji. Parliamo di calciatori di assoluto valore per la categoria che, sulla carta, rischiano di trovarsi tagliati fuori da un 3-5-2 avaro di spazi per calciatori con queste carattetistiche.
Certamente qualche adattamento è possibile: Petito e Touré hanno la gamba per fare tutta la fascia da quinti di centrocampo, mentre Panico e Merdji posseggono le caratteristiche giuste per muoversi da seconde punte. Resta invece da decifrare come potrebbero collocarsi elementi d’ispirazione pura come Oviszach, Del Sole o Bigonzoni, decisamente più abituati a giocare dalle parti della linea laterale. Per Auteri si tratta della classica “gatta da pelare”, ma di quelle piacevoli: per la prima volta in stagione, il tecnico non dovrà fare le formazioni in base ai bollettini medici, ma potrà finalmente scegliere in base a criteri puramente tattici e di forma fisica.
Il campo, come sempre, sarà l’unico giudice supremo. Ma una cosa è certa: il Foggia Calcio ha finalmente ritrovato soluzioni, concorrenza e risorse per far paura a chiunque.
