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18 Ottobre 2026
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Foggia Calcio, la sconfitta con l’Inter U23 tra segnali di vita e soliti errori

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Foggia Calcio, la sconfitta con l’Inter U23 tra segnali di vita e soliti errori

INTRODUZIONE

Il Foggia Calcio rompe finalmente il lungo digiuno da gol che durava da quasi quattro partite, anzi, ne segna addirittura due, raddoppiando il numero delle realizzazioni nelle prime sei giornate di campionato. Ma la duplice fiammata offensiva mostrata in terra lombarda non è basta per evitare l’ennesimo capitombolo di questo abbrivio di stagione. Sul campo di Sesto San Giovanni finisce 3-2 per l’Inter U23, in una cornice di pubblico che ha visto ancora una volta straordinari i circa 1500 tifosi rossoneri giunti in Lombardia per far sentire il proprio viscerale calore.

Nonostante la reazione d’orgoglio e la voglia di lottare fino all’ultimo secondo, la cruda realtà dei numeri continua a dipingere un quadro a tinte fosche: il Foggia non riesce a conquistare l’intera posta in palio dalla prima giornata di campionato, quando s’impose per 0-1 sul campo del Crotone. Nelle successive cinque uscite, la truppa rossonera ha racimolato la miseria di due punti. Un ruolino di marcia deludente che sta inevitabilmente alimentando scetticismo e un diffuso malumore attorno alle reali capacità (espresse e non) di questa squadra.

Il pericolo più grande, in questo preciso momento storico, è che si vada a deteriorare del tutto quell’atmosfera di travolgente entusiasmo con cui era sbocciata la stagione, un’ondata di fiducia che aveva spinto il popolo foggiano a sottoscrivere ben 5.400 abbonamenti. Un patrimonio di passione che la piazza e la società non possono assolutamente permettersi di dissipare.

COSA VA

SQUADRA VIVA – Se si analizza la prestazione al di là del semplice tabellino, emerge con chiarezza un dato fondamentale: questo Foggia Calcio non è affatto una squadra morta. I rossoneri giocano, propongono la propria idea di calcio, cercano costantemente di imporre il proprio ritmo e di aggredire la gara, persino quando l’inerzia del match appare irrimediabilmente compromessa. L’emblema di questa vitalità si è visto chiaramente nei minuti di recupero di ieri, con la squadra capace di profondere il massimo sforzo fino a trovare il definitivo gol del 3-2. Un atteggiamento che dimostra come il gruppo sia combattivo.

A supporto di questa mentalità c’è una condizione atletica indubbiamente sufficiente e, cosa ancor più incoraggiante, in evidente crescita con il passare dei minuti e delle gare. L’andamento brillante nei finali di partita rappresenta un segnale estremamente positivo per il futuro, nonché il premio per l’ottimo lavoro svolto dallo staff tecnico fin dai primi giorni di ritiro.

TIFOSI – In questo contesto, va sottolineata la grande maturità e la pazienza della piazza. I tifosi, pur non nascondendo l’amarezza per la classifica, stanno riuscendo a garantire al gruppo la serenità necessaria per lavorare. È un atteggiamento di rara comprensione, figlio della consapevolezza delle enormi difficoltà che hanno caratterizzato l’inizio dell’anno: la certezza del ripescaggio arrivata solo a fine luglio, un mercato per forza di cose ricostruito completamente da zero nell’arco di un solo mese e le inevitabili problematiche nel trovare il giusto equilibrio tattico e la migliore brillantezza fisica, soprattutto con calciatori provenienti da ritiri e preparazioni differenti. Il tutto all’interno di un girone oramai spietato, che non aspetta nessuno e che mette di fronte compagini navigate, smaliziate e collaudate da anni di meccanismi mandati a memoria.

FEDE – Proprio per questo il progetto tecnico non crolla. Mister Gaetano Auteri rimane saldamente al suo posto, protetto dalla preziosa fiducia dei vertici dirigenziali. Pretendere tutto e subito sarebbe un errore grossolano e ingeneroso verso ogni componente del club. Sì, è vero, occorre apportare urgenti e immediati correttivi alle evidenti lacune emerse, ma la strada intrapresa non è distante da quella giusta. La sensazione è che basti poco a invertire la rotta a patto che la serie negativa non finisca per minare la tenuta psicologica dello spogliatoio. Perdere ancora potrebbe distruggere l’autostima fragile di un gruppo in allestimento.

BOMBER – Nota lietissima della giornata di ieri è stato infine il debutto da gol di Ravasio. L’attaccante, pur all’interno di una prestazione globale priva di particolari acuti, è riuscito a sbloccarsi con una marcatura da centravanti puro: cross perfetto dal fondo di Touré e incornata perentoria di testa, impattando la sfera a faccia alla porta con una cattiveria agonistica da categoria superiore. Il suo contributo sarà cruciale per il prosieguo del campionato e la sensazione è che il suo rendimento non potrà che salire di tono di pari passo con la crescita collettiva.Fermo restando il discorso dell’autostima sul filo del rasoio.

COSA NON VA

TANTO GIOCO MA… – Accanto agli spunti confortanti, la sfida contro l’Inter U23 ha messo a nudo le storiche e pesanti criticità che stanno rallentando la marcia della squadra. La dicotomia è evidente: il Foggia produce gioco ma fatica enormemente a concretizzare, mentre gli avversari, pur concedendo il pallino della manovra, si dimostrano di un’efficacia spietata alla prima occasione utile. Nell’eterno dibattito tra “giochisti” e “risultatisti”, la formazione di Auteri si colloca senza dubbio nel primo schieramento, insistendo sulla costruzione dal basso e sulla manovra avvolgente. Il problema nasce quando l’attacco rimane a secco per troppi minuti; a quel punto basta una ripartenza coordinata agli avversari per far male. Chi affronta i rossoneri difende con ordine, aspetta il momento propizio e colpisce in contropiede con precisione chirurgica. In questa Serie C, le sviste non vengono perdonate.

ERRORACCI – A preoccupare maggiormente sono gli evidenti errori individuali e di ripartizione degli spazi. Riavvolgendo il nastro di questo primo scorcio di stagione, il filo conduttore appare lampante: con la Salernitana la marcatura decisiva è arrivata da una fatale disattenzione della retroguardia; con il Cerignola il raddoppio è giunto su un colpo di testa ravvicinato, con l’avversario che sfugge alla marcatura del difensore rossonero e il portiere che non esce in area piccola; con il Monopoli si è visto uno svarione da matita rossa, con gli attaccanti avversari lasciati colpevolmente liberi di colpire a centro area senza alcuna marcatura stretta.

Contro l’Inter U23, poi, il primo gol subito è l’emblema della mancanza di reattività: un pallone rimasto vagante per diversi secondi al limite dell’area senza che nessuno dei difensori riuscisse a spazzare via la minaccia. In quel caso la palla vola via, lontano, con ogni possibile pericolo. Ancora più grave, se possibile, è l’ingenuità commessa al 48′ del primo tempo: un passaggio orizzontale scellerato da parte di Seck in fase di impostazione arretrata ha regalato un assist delizioso all’attaccante rivale per la rete del raddoppio. L’errore individuale Un errore individuale gravissimo che ha spostato brutalmente l’inerzia della sfida proprio a un soffio dall’intervallo.

LA CARATTERISTICA E’ GIUSTA? – Tutto questo porta a un interrogativo tattico inevitabile: in assenza di un perno carismatico come Di Pasquale, da tempo costretto ai box per infortunio, i difensori attualmente a disposizione di Auteri sono davvero idonei alla costruzione dal basso? Seck, Parisy e Berra sono interpreti validi nel duello fisico e nell’uno contro uno puro, ma palesano purtroppo limiti quando si tratta di impostare il gioco con precisione o di scappare all’indietro per difendere a campo aperto. La gestione del possesso, seppur pulita in diverse fasi, mostra crepe preoccupanti quando aumenta la pressione avversaria, esponendo la squadra a pericoli costanti.

LETTURA “LEGGERA” DEI MOMENTI CHIAVE – C’è poi un problema sistemico nella lettura dei momenti chiave della gara. Il Foggia Calcio soffre di improvvisi e letali cali di concentrazione, spesso nel momento meno indicato per portare a casa il risultato. A Sesto San Giovanni, dopo aver trovato la rete, la squadra ha incassato il gol del pareggio a soli due minuti di distanza, dimostrandosi incapace di gestire il vantaggio e di mantenere gli avversari sotto pressione. Identico discorso per la rete incassata al 48′: con il primo tempo ormai sui binari della conclusione, la regola aurea del calcio impone di congelare il ritmo e non correre alcun rischio inutile, rinviando le giocate complesse alla ripresa.

Il Foggia ha invece difettato di malizia, subendo un colpo psicologico tremendo. Una fragilità già vista nel derby contro il Cerignola, quando la palla in rete dopo appena 120 secondi dal fischio d’inizio spezzò sul nascere l’entusiasmo degli undicimila dello Zaccheria prima ancora che il match potesse decollare.

AUTOSTIMA – In conclusione, è doveroso riconoscere al gruppo tutte le attenuanti del caso – che restano reali e oggettive – ma per il Foggia è giunto il momento indefettibile di fare punti. Non si tratta soltanto di muovere una classifica che comincia a farsi insidiosa, ma di alimentare il morale e la convinzione dell’intero ambiente. Muovere la graduatoria, inanellare risultati utili e ritrovare la vittoria è la sola medicina per infondere sicurezza nel lavoro tattico svolto quotidianamente sul campo. Senza la benzina delle vittorie, l’autostima dei singoli rischia di incrinarsi definitivamente; e una volta smarrita la fiducia, risalire la china in questo campionato diventa un’impresa titanica.

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