Vuoi leggere le nostre notizie prima delle altre?
CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia CalcioBaldassarre: “Foggia Calcio, i vecchi proverbi non sbagliano mai…”
Sembra la stessa allergia che nei primi anni Settanta aveva la Juventus nei confronti del Torino. Ancora una volta il Cerignola passa a Foggia, oltretutto meritatamente. Già al secondo minuto gli ofantini in divisa da fantini del Palio di Siena erano in vantaggio e avevano indirizzato la contesa. Però non va dimenticato che il Foggia non era partito male. Altro che approccio o piglio giusto.
Il Foggia aveva mostrato la giusta aggressività, davanti ad 11000 spettatori, ma quella fase di partita non è durata molto. Difesa distratta e portiere piazzato male causano il vantaggio ospite. La reazione rossonera è in un tiro di Tourè deviato in angolo. Il Cerignola va vicino al raddoppio e guadagna calcio d’angolo. Sulla palla inattiva si porta sul 2-0 con la difesa che dorme e Saro che non riesce a intervenire.
Il Foggia vorrebbe rimediare, ma sono gli ospiti a sfiorare la terza marcatura. Tourè corre, scatta, scarta, ma non segna e soprattutto non fa segnare i compagni. Auteri lo lascerà negli spogliatoi nell’intervallo, facendo entrare Ravasio, così come Coulibaly andrà a sostituire Gallo. Eppure il Foggia la poteva ribaltare tra il 56° ed il 62°: traversa di Luciani e conclusioni di Luciani e Haoudi salvate dai difensori gialloblu a portiere battuto.
Il Cerignola ricorre spesso al fallo tattico e poi legittima la vittoria colpendo a sua volta la traversa con una punizione di D’Orazio. Per i tifosi foggiani è la fine di un sogno. In due gare casalinghe il Foggia perde 5 punti in media inglese e scende in classifica ad un passo dal limbo. Ci sono lacune da colmare a cominciare dal portiere.
In attacco bisogna concretizzare di più. La difesa è troppo distratta. Inoltre ancora una volta abbiamo fatto i conti con una cabala negativa che vede nella sua storia il Foggia raramente vincente nella seconda gara casalinga del campionato, anche negli anni delle promozioni o delle salvezze. E poi i proverbi antichi non sbagliano mai: chi rire de venerdì, chiagne sabete, dumeneche e lunedì…
