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CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia CalcioBaldassarre: “La storia del Foggia Calcio parla francese. Petito imita Patino”
Sessantaquattro anni dopo Ciccio Patino è Francesco Pio Petito ad espugnare lo Scida di Crotone per il Foggia Calcio. Vittoria importantissima per il morale, dopo il naufragio di Coppa Italia, vittoria altresì importantissima per la classifica con i pitagorici che scivolano a meno nove dai Satanelli. Ora è fondamentale non perdere la prossima in casa.
Il Foggia era con gli uomini contati. Alla defezione di Coulibaly si è aggiunta nella ripresa quella del capitano Di Pasquale alla 51^ presenza in rossonero, la 23^ con la fascia al braccio. Nettamente migliorato Saro al suo primo foglio pulito con il Foggia. Capitolo diverso per il centrocampo a due. Dopo i fallimenti di Giannini, Boscaglia e Brambilla, finalmente con Auteri ha funzionato bene. Era dal 71/72 con Puricelli che non accadeva. Allora era un 4-2-4 ma i due si chiamavano Re Cecconi e Garzelli e correvano per quattro.
Il capolavoro di Auteri lo abbiamo visto nel secondo tempo. Nonostante la sofferenza della squadra nel difendere la rete di Petito, stavolta ha optato per i cambi giusti e ha fatto vedere come si fa a vincere in trasferta. Seck non sembrava provenire dalla primavera della Roma, ma dalla prima squadra come un tempo vi era Aldair. Tutti hanno tenuto botta. Le uniche prestazioni meno brillanti sono state quelle di Tourè e Merdji.
La squadra va completata, bisogna migliorare molto nelle ripartenze, ma tutto sommato la difesa impostata da Auteri (93° allenatore della storia rossonera) ha disputato una buona gara. Per quanto concerne la parte statistica, alla prima giornata vi è poco da annotare. Certamente l’esterno Petito segna la prima rete della sua esperienza in rossonero. Gallo, invece, registra la settima ammonizione, considerando le sei pregresse. Gli stranieri della storia del Foggia salgono a centocinque. Hanno esordito un lettone, Azarovs, il settimo senegalese, Touré e tre francesi che portano la bandiera transalpina in testa quindici a dodici sul quella argentina. I portabandiera del tricolore blu, bianco e rosso restano gli indimenticabili Mounard e Gigliotti.
Peppino Baldassarre
