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CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia CalcioA mente fredda: Foggia Calcio, la partita con l’Altamura ha detto tanto… ma non tutto
Sì, è vero. Il Foggia Calcio ha perso contro l’Altamura e ha subito detto addio alla Coppa Italia Serie C. La sensazione, però, è che il peso da attribuire al risultato di questi novanta minuti sia del tutto simile a quello dell’aria. No, non può essere il risultato il metro dei rossoneri a questo punto della stagione, perché tutti, nessuno escluso, era ed è al corrente di come è partita questa stagione. I tempi lunghissimi (fin troppo) della riammissione in Serie C stabiliti dalla Federazione, hanno creato un effetto a valanga sui rossoneri. L’ok di Malagò è arrivato solo il 28 luglio.
CANTIERE APERTO – Dal 29 è stato possibile iniziare a tesserare i calciatori. Nei venti giorni successivi, la dirigenza rossonera si è impegnata a formalizzare ben 21 tesseramenti, con buona pace del tecnico Auteri, chiamato a far partire il 25 luglio (con almeno una settimana di ritardo rispetto agli altri) un ritiro precampionato fondato sulle ipotesi di acquisto e sui calciatori in prova. In altre parola, il Foggia sceso in campo contro l’Altamura era un cantiere aperto. Un cantiere privo di alcuni tasselli fondamentali (su tutti il centravanti) e in affannosa ricerca di recuperare il gap con le rivali dal punto di vista della condizione e dell’amalgama.
In più, squalifiche e infortuni hanno tolto ad Auteri anche due pezzi da novanta come il capitano Di Pasquale e il fantasista Panico.
ALTAMURA PIU’ AVANTI – Ecco, questo è la cornice del quadro in cui si è giocato il Primo Turno Eliminatorio di Coppa Italia Serie C contro l’Altamura. Una squadra. tra l’altro, partita in ritiro prima del Foggia, basata sul nucleo di calciatori della passata stagione e rafforzata da elementi come Malcore, rilevato dalla Serie D, ma comunque esperto di C. Proprio per questo, l’analisi della partita, fatta a mente fredda, deve tenere necessariamente conto delle cose buone e meno buone emerse nei novanta minuti. Partiamo dalle negatività.
COSA NON VA – La partita ha evidenziato l’assenza di un centravanti di ruolo, un calciatore di presenza all’interno dell’area, capace di vivere per il gol e di valorizzare gli sforzi della squadra. Non a caso in attacco si sono alternati Merdji, (una seconda punta) e Haoudi (un trequartista) senza però incidere. Un terminale offensivo avrebbe permesso di avere un importante punto di riferimento per i cross (o i radenti) dal fondo di Touré e per gli spazi creati dagli strappi di Oviszach. Ovviamente (e non poteva essere altrimenti) non è ancora al suo massimo la preparazione, con i rossoneri capaci di dominare il gioco per una sessantina di minuti, prima di rallentare e cedere il passo.
Per porre rimedi basterà lavorare duramente. E in tal senso si può soltanto migliorare. Infine, va sottolineata in negativo la mancanza di esperienza nell’undici titolare (e ancor più nella squadra della ripresa dopo i cambi). I ragazzi di Auteri hanno fornito una prestazione solida, ma sono stati puniti sugli unici due errori commessi nei novanta minuti. Il mercato porterà certamente un’ulteriore iniezione di esperienza.
COSA VA – Ha certamente sorpreso la voglia del Foggia di fare gioco, a tratti di imporlo agli avversari, attraverso linee verticali e continui cambi di campo. A permettere tutto ciò è stata sicuramente la prestazione della mediana. Solo due calciatori, Coulibaly e Gallo, che da soli hanno retto l’urto degli avversari. Una miriade di palloni recuperati e aperture al bacio per gli inserimenti in verticale degli esterni Oviszach e (soprattutto) Touré.
Ha destato sorpresa anche la prestazione di Haoudi, sicuramente mobile e pericoloso nel ruolo di mezzapunta e quello del giovane Smeraldi, poco dotato fisicamente, ma apparso estremamente determinato a ben figurare sulla fascia. Escluso lo svarione sul primo gol incassato, la strana coppia Seck-Parisy, messa in campo per la prima volta senza nemmeno un allenamento alle spalle, ha donato solidità e sicurezza al reparto.
VECCHIO ADAGIO – Ovviamente, cose belle e cose meno devono far conto con il fatto che si è trattato di una sola partita. Impossibile esprimere qualsiasi tipo di giudizio. Anzi, farlo sarebbe un errore in un senso e nell’altro, perché il mercato è ancora aperto, il volto della squadra potrebbe mutare in breve tempo e poi perché, si sà, di questi tempi si usa dire: “calcio d’agosto, non ti conosco”. E i vecchi detti, non sbagliano mai.
