24 Gennaio 2026
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Foggia Calcio, l’esordio è ok, ma non bisogna perdere di vista l’obiettivo

Foggia Calcio, l’esordio è ok, ma non bisogna perdere di vista l’obiettivo

Il successo 2-1 in Coppa Italia contro il Siracusa dona al Foggia Calcio entusiasmo, ma bisogna chiudere il cantiere-mercato e non va sottovalutata la lotta salvezza

Doveva essere una debacle e non lo è stata. Può sembrare un trionfo, ma non deve essere considerato tale. Servono analisi e giuste misure per leggere il momento-Foggia, reduce dalla vittoria all’esordio stagionale nel Primo Turno di Coppa Italia Serie C. Il 2-1 finale ha evidenziato note positive e piccole problematiche.

POLLICE IN SU

COSA FUNZIONA – Di sicuro va premiata la voglia e lo spirito di sacrificio dei ragazzi di Delio Rossi che, in barba alle difficoltà di allestimento dell’organico in sede di mercato, è riuscita a sopperire dignitosamente a tutte le lacune. Una menzione speciale va fatta a Till Winkelmann, ala sinistra di professione, prestato all’insolito ruolo di terzino. Ha sofferto in difesa, è vero, soprattutto nei primi venti minuti, quando era necessario prendere le misure a Guadagni, avversario temibile per il baricentro basso e la tecnica da giocoliere. Quella, però, è stata una sofferenza ampiamente preventivata. Con il passare dei minuti il ragazzone di Hannover ha preso fiducia e campo, diventando anche decisivo con un suo assist per il gol di Bevilacqua.

SQUADRA – Un plauso va quindi fatto alla squadra nel suo intero, che ha saputo comportarsi per buona parte della partita come un corpo unico. Ed è forse quello l’aspetto sul quale ha cercato di lavorare maggiormente il tecnico Rossi, nel corso di un ritiro vissuto con qualche difficoltà di troppo a causa del mercato. Pochi solisti, al contrario della passata stagione, più operai al servizio del bene comune. Magari ci saranno meno possibilità di trovare la giocata estemporanea del singolo, ma si vivrà meno di sbalzi umorali.

CENTRAVANTI – Degne di menzione, in positivo, sono anche le prestazioni di Marco Bevilacqua e Gianmarco Castorri. Il primo è stato chiamato a fare reparto da solo e, nonostante i vent’anni, si è destreggiato abilmente. Il ragazzo ha il fisico per lottare contro i centrali avversari, ha dimostrato di saper tenere palla e di giocare di sponda. Talvolta è fin troppo generoso, rincorrendo qualsiasi pallone e disperdendo energie, ma non si può certo fargli un rimprovero. Al momento, gol a parte, non ha evidenziato le doti dello “stoccatore”, ma in una sola serata ha esordito tra i professionisti, ha segnato il primo gol, ha segnato la metà dei gol di Murano della passata stagione (2 reti), pareggiato i numeri di Sarr e Santaniello (1 rete). Non un’impresa mastodontica, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

SINGOLI – Il diciannovenne Castorri è stato un diesel. Primo tempo di corsa (a volte non proficua), poi un secondo tempo di testa e tecnica. Staver sembra un centrale roccioso e potente, mentre il portiere Borbei, che ha ben figurato nell’unico tiro in porta di Ba (parata sotto la traversa), evidentemente ha subito troppo poco per poter fornire un giudizio esaustivo sulle sue caratteristiche. Di buono c’è la sensazione di sicurezza donata al reparto (e non è poco).

POLLICE VERSO

COSA NON VA – Dalle note positive passiamo a quelle negative. Innanzitutto c’è il calciomercato. Il Foggia deve completare l’organico con almeno otto-nove innesti, ma mancano tredici giorni alla chiusura delle contrattazioni e meno di una settimana all’esordio in campionato contro il Catania. La situazione non è quella ideale per prepararsi a un torneo difficile come quello di Serie C, in cui le insidie sono dietro l’angolo. Insomma, il cantiere è ancora aperto e andrebbe chiuso alla svelta.

CALCIO DI AGOSTO… – Inoltre non bisogna farsi fuorviare dalle partite estive. Un vecchio adagio del calcio recita: “Calcio d’agosto, non ti conosco…”, perché mette a confronto situazioni differenti, sia dal punto di vista fisico, sia da quello tecnico, impossibili da paragonare. Agosto regala spesso abbagli dolorosi. D’altra parte nella passata stagione, nello stesso mese il Foggia fornì una prestazione maiuscola contro il Trapani (2-2 il finale), per poi calare con il passare delle settimane e arrivare a disputare i playout contro il Messina. E sempre con il Trapani, ad Agosto, il Foggia di Bonacina vinse in Coppa Italia 3-0. Era il 2011-2012 e segnarono Lanzoni, Tiboni e Venitucci, dei quali poi si persero le tracce.

AVVERSARI IN DIFFICOLTA’ – Se il Foggia ha avuto diverse difficoltà da affrontate, non è stato da meno il Siracusa, venuto allo Zaccheria nel pieno di una querelle mediatica che ha visto protagonista l’allenatore Turati, rimasto a casa per una gastroenterite. I siciliani potevano contare su un organico ridotto e ancora in costruzione, che non ha potuto esprimere il suo pieno potenziale. Inoltre devono ancora adattarsi alla Serie C, perché provengono dalla vittoria del campionato Dilettanti.

SLIDING DOORS – Cosa sarebbe successo se nei primi venti minuti di dominio il Siracusa fosse riuscito a far gol? La partita sarebbe andata dalla loro parte? Domande alle quali è impossibile rispondere con certezze. Eppure è vero che il vantaggio, giunto su rigore, ha sbloccato i rossoneri fino a quel momento contratti. Come avrebbero reagito i ragazzi di rossi a un eventuale svantaggio? La domanda sembra campata in aria, ma solo all’apparenza.

BANCHI DI PROVA – Già, perché le squadre non si “pesano” nelle vittorie, dove tutto è facile e l’entusiasmo viaggia veloce. Si pesano nelle “sconfitte” o se preferite, nelle difficoltà. Quelle difficoltà che fisiologicamente ogni anno accompagnano tutte le formazioni, anche quelle destinate a vincere il campionato. La differenza tra le grandi squadre e le piccole la fa il modo in cui si reagisce ai problemi. E di conseguenza i tempi che si impiegano per risolverli. Su questo il Foggia, ovviamente, non si è ancora testato, ma un buon numero di calciatori esperti, o di personalità, può aiutare. Reperirli sul mercato può aiutare in modo deciso la corsa verso la salvezza. La vittoria sul Siracusa deve dare fiducia e slancio, ma non deve far perdere il contatto da una realtà che ha bisogno di irrobustirsi per cercare di restare in C. Le rivali sono agguerrite e non faranno sconti.

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