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30 Giugno 2022
Foggia Calcio

Tornano i profili di Foggiasport24… con Michele Camporese: lucidità, concretezza e, soprattutto, equilibrio!

[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]E[/dropcap]ra arrivato a Foggia con il peccato originale di quel pomeriggio a Pisa, nel torrido ambiente dell’Arena Garibaldi, in Curva Nord, l’altare del tifo nerazzurro. Per il satanello la geometria della follia e una scampagnata di errori da brivido, per i “moschettieri” di Gattuso la chiave per la riconquista della “B…astiglia” poi ratificata nel catino dello Zaccheria, ingolfato di persone e frustrazioni.

Michele Camporese, una Primavera viola e un procuratore in comune con Pietro Iemmello, il re tornato a governare i sogni dei tifosi rossoneri, era nei progetti del Foggia già dall’anno della promozione in serie B. Con Giovanni Stroppa a richiederlo con forza per completare un reparto che in quella Lega Pro si dimostrò comunque bombastico.

Il destino nel ciak di una regia occulta, con la Strega di Benevento a collocarlo sul mercato in maniera inattesa e improvvida (viste poi le scelte fatte dai giallorossi per la serie A), un pertugio in cui si è infilato Beppe Di Bari, che aveva assistito perplesso alla cinquina rimediata a Pescara dai suoi nella 1ª giornata del campionato passato.

E allora, eccolo Miki, o «Joker» come lo ribattezzarono a Benevento per via di un’ipotetica doppia personalità, presentarsi alla corte dei Sannella e con umile fermezza descriversi come uno “(…) valido tecnicamente per la categoria, bravo di testa, magari non velocissimo sul breve ma capace di difendersi sul lungo”. Un ragazzo tranquillo, tutto “(…) campo e asilo”, dove accompagna i suoi figli, la parte di cuore che in questa stagione sarà lontana, assieme alla moglie. A loro, il centrale a cui la sorte – sotto le mentite spoglie di infortuni pesanti – ha tarpato le ali in un tragitto che si annunciava folgorante (era stato definito il “nuovo Nesta” quando Mihajlovic lo lanciò nella Fiorentina) ha dedicato il suo gol contro il Carpi di domenica scorsa.

Uno stacco perentorio su chirurgico assist di Kragl, un’azione da calcio fermo, alla prima vera occasione avuta dai ragazzi di Grassadonia. Una sorte di conferma del manifesto programmatico che Miki aveva enunciato sin dalla conferenza d’esordio (il 6 settembre 2017) in terra dauna: “Nella serie B”, aveva detto, “bisogna essere concreti e le palle inattive possono diventare un’arma in più soprattutto in questa categoria”. Una posizione ribadita tre giorni orsono, nella magica notte dello Zaccheria dopo il 4-2 agli emiliani: “Era importante sbloccarla anche con le palle inattive”, questo è stato il suo pensiero.

Michele è un ragazzo educato, sincero nelle analisi, mai banale nelle risposte. Soprattutto, Miki è una persona che gestisce la sua carriera e il suo rapporto con la piazza in maniera equilibrata: “L’equilibrio è la medicina che ti porta avanti nel tuo percorso calcistico”, affermò quel 6 settembre dell’anno passato a pochi giorni dal suo debutto ad Avellino, la prestazione peggiore del numero «31» in maglia rossonera. Dal Partenio in poi – però – solo esibizioni importanti che lo hanno consacrato come il miglior difensore del Foggia e uno dei più affidabili della «B».

Una categoria che comincia a stargli stretta, lui che in serie «A» ha già giocato e segnato (a Palermo), esordendo a San Siro contro il Milan del suo idolo Nesta e di Thiago Silva, il brasiliano da cui ricevette la maglia a fine partita. Una categoria che conosce bene per averla vinta due volte, con Cesena e Benevento, e che ha in animo di abbandonare presto.

Come il Foggia. Che alla promozione ci pensa eccome, ma in silenzio. Senza proclami. In stile Camporese. Perché Miki, anche “dipinto” di biondo platino, resta un esempio di concretezza e lucidità. Merce che non si compra al mercato, tantomeno in quello degli… svincolati!

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