[dropcap color=”#” bgcolor=”#” sradius=”0″]C[/dropcap]osa saranno mai Germania-Italia, Argentina-Brasile e Real-Barcellona? Bazzecole, quisquilie… pinzillacchere. Almeno a dar corda al linguaggio edulcorato del Principe Antonio de Curtis, in arte Totò. Che emozioni mai potranno generare queste “misere” sfide se confrontate con Foggia-Matera, la madre di tutte le partite? Una domanda retorica per cuori già in stato di allerta emozionale.
Un’esagerazione? Provate a chiedere all’amico Ruggiero Alborea, investito da quello che nel film “Hooligans” Pete Dunham, leader di una storica firm del West Ham, definisce il “PMS”, ovvero il “Pre-Match Stress”. Una boutade? Ditelo alle dezerbine, che armate di bibite e panini ritrovano dopo “secoli” la strada della Gradinata per assistere al “più grande spettacolo” di tutto il weekend. Che detto tra noi, in Italia riserva davvero ben poco ai tossici del pallone.
All’andata, nella Città dei Sassi, si fermò la striscia di 6 vittorie consecutive del Foggia, che patì la zuccata di Armellino a fine 1° tempo, tremò ad inizio ripresa ma agguantò il pari grazie al graffio mortifero di Mazzeo, servito da un gentile assist del portiere di casa Bifulco (il più anziano come militanza materana nella compagine di Auteri). Fu la gara che sentenziò l’inizio del calvario del bomber Infantino, uscito proprio contro i satanelli per un problema muscolare e praticamente mai più rientrato.

Saveriano non ci sarà allo Zaccheria (così come Papini, Sartore e Di Lorenzo), per cui l’attacco ospite sarà guidato ancora da Maikol Negro, il capocannoniere del Matera con 13 reti (una ogni 134’), 2° nel girone solo a Caturano del Lecce che di gol ne ha realizzati 16. C’è un comune denominatore che lega Mazzeo, Negro e Caturano e si chiama Nocerina. Tutti e tre, infatti, hanno giocato nei molossi con Tanino Auteri, che di attaccanti evidentemente se ne intende visto che in quella Nocerina transitarono pure Catania (cecchino del Siracusa), Castaldo (puntero dell’Avellino) e soprattutto Farias, ex foggiano oggi in «A» con il Cagliari.
Negro, salentino classe ’88 che a gennaio ha suscitato l’interesse di Crotone e Pescara, lasciò la sua terra da giovane per andare al Torino, dove arrivò sino alla Primavera. La sua esplosione è però avvenuta qualche anno dopo proprio in Campania con Auteri, che nella passata stagione lo vide appena passare per Benevento prima di essere smistato (contro il suo volere) alla Casertana.
Promosso in «B» con la Salernitana nel 2014/15 (stagione in cui subì anche un trauma cranico in uno scontro in allenamento con il compagno Trevisan), è lui il 1° obiettivo di “Attenti a quei due” ed è l’uomo da temere di più (anche perché non segna da 270’) nel tridente completato da Strambelli (5 gol sinora) e Carretta, il quale ha raggiunto quota 6 reti nel ko interno con la Virtus Francavilla, partita in cui Auteri ha schierato i suoi così:
La sconfitta con la Virtus (la 1ª in casa, la 4ª in assoluto dopo quelle esterne di Siracusa, Andria e Catania) ha relegato il Matera al 3° posto in classifica a un punto da Foggia e a tre dal Lecce capolista. Quel Lecce che i materani hanno asfaltato 3-0 il 3 dicembre scorso al via del Mare e al quale aveva lanciato messaggi d’amore in estate un’altra istituzione nella Città dei Sassi, ovvero Gaetano Iannini.
Il capitano, infatti, era uno dei desideri di Padalino, oggi sulla panchina dei giallorossi ieri su quella dei biancazzurri, che poi ha avuto in dote Arrigoni dal Cosenza. Iannini (che a settembre ha rinnovato il contratto sino al 2018) è un centrocampista di personalità (a volte anche eccessiva visti alcuni episodi censurabili in carriera) che vede con facilità la porta (6 gol per lui). Lo sanno bene anche i tifosi del Foggia, i quali lo ricordano come colui che siglò il 2-2 dello Zaccheria del 15 febbraio 2016, in un match in cui i satanelli conducevano 2-0 e che prima Infantino e poi appunto Iannini riportarono in parità, facendo perdere ai ragazzi allora di De Zerbi il primato conquistato appena sette giorni prima a Melfi.
Negro e Iannini, dunque, saranno lo spettacolo nello spettacolo. Il più grande, prima, durante e dopo il weekend. Tutto il resto – evidentemente – sono solo bazzecole, quisquilie e pinzillacchere…
