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8 Settembre 2026
Foggia Calcio

Sicurella: “Foggia una seconda casa, tutta la squadra unita per vincere il campionato”

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Il suo esordio con la maglia rossonera ha coinciso con un triste avvenimento, la morte del suo amato nonno di cui porta il nome. Parliamo di Giuseppe Sicurella, una pedina ormai importantissima nello scacchiere di mister Stroppa. Andrea Candelmo lo ha intervistato in esclusiva per Gianlucadimarzio.com mettendo in evidenza lati nascosti della sua vita: “E’ stato un rapidissimo saliscendi di emozioni perché ricordo quel giorno con tanta felicità e tanta tristezza. Stesso nome, stesso cognome, ero davvero legato a lui, perciò quando segno alzo le braccia al cielo e gli dedico i miei gol.

Dopo il gol a Melfi, ero in trans agonistica (ride n.d.r), non mi sono reso conto che fosse l’arbitro, ero ancora concentrato per il gol e nell’esultanza.

Devo molto a mio padre, è lui che mi ha avvicinato a questo gioco. Ha una sua scuola calcio e quindi con lui ho deciso di diventare un calciatore e di fare il centrocampista.

Seguo da sempre Daniele De Rossi, fin da ragazzino. Il mio numero 16 sulla maglia è proprio per il giocatore giallorosso. Mi ha sempre fatto impazzire come giocatore.

Mi paragonano a Nocerino forse perché sono un mastino, proprio come lui.

Il segreto è ricercare le motivazioni durante gli allenamenti in settimana. So di giocare in un reparto molto competitivo, ma è un bene. Penso a sei mesi fa quando ero sulle stampelle e adesso sono di nuovo in campo e posso dare il mio contributo. E’ un grande onore giocare in un centrocampo del genere.

Nel mio reparto ho un collega di Università, Alberto Gerbo. Studiamo entrambi scienze motorie, ma lui è più indietro (ride n.d.r), io ho finito gli esami e a marzo dovrei laurearmi. Lui non so quando, ma so che il mio professore con cui sto preparando la tesi, trema perché ha paura che gli rubo la cattedra.

Claudia è la mia ragazza dal primo settembre di 5 anni fa e studia medicina. E’ difficile vivere a distanza ma lei è la mia forza e cerco di andare almeno una volta al mese a Milano, città in cui studia.

Ho un rapporto molto stretto con Dinielli, Padovan e Agazzi probabilmente sono quelli a cui sono più legato. Dinielli è il mio compagno di casa, ma Padovan è molto simile a me. Con loro e con Agazzi mi trovo davvero bene. Siamo un gruppo coeso, posso garantirvi che dal primo all’ultimo giocatore danno sempre il 100%. Posso metterci entrambe le mani sul fuoco, perché davvero tutti danno il meglio per il nostro obiettivo”.

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