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CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia CalcioHa indossato sin da ragazzo i colori rossoneri, pupillo della tifoseria e con una laurea in Scienze Motorie conquistata con sacrificio. Giuseppe Agostinone, foggiano doc, con rammarico quest’estate ha lasciato la sua città per approdare al Piacenza che attualmente occupa il terzo posto in classifica. “Il Divino”, come lo hanno battezzato i tifosi rossoneri, si racconta ai microfoni di Andrea Candelmo per Gianlucadimarzio.com: “E’ stata una scelta complicata, non volevo lasciare Foggia e il Foggia ma avevo voglia di rivalsa e il Piacenza ha fatto di tutto per portarmi qui. Ma qualcosa mi manca, lo ammetto. Tipo la Braciola per noi foggiani è un must.Vivo solo e quindi mi sforzo di cucinare, ma quella è un po complicata.
Devo dire che anche a Piacenza si mangia molto bene e provo spesso ristoranti diversi per tastare le loro prelibatezze locali. Ho conosciuto tanta gente – anche di Foggia – che lavora qui e vado a mangiare con loro o con i miei compagni di squadra.
Siamo davvero un bel gruppo. Io sono praticamente l’unico meridionale in una squadra molto giovane e siamo molto affiatati. Mi sembra di rivivere il primo anno con De Zerbi al Foggia. Nessun obbligo di classifica, salvarci e divertire il nostro pubblico. L’allenatore Franzini è super-preparato. E’ una persona leale e sincera e cura tanto i dettagli. Mi piace moltissimo, soprattutto come persona. Ho legato con lui ma anche con tutta la squadra, in particolare con Titone, Razzitti e il giovane Segre. tutti. Il nostro passatempo preferito? Il torello a due tocchi e chi sbaglia paga pegno che è uno schiaffo da parte di tutti quanti. Prima o poi cadiamo a terra tutti quanti dalle risate.
La curva mi vuole già tanto bene. Anche loro mi chiamano “Il divino”come succedeva a Foggia, quando andiamo a salutarli a fine partita o dopo un gol al Garilli.
Il pensiero alla mia squadra è inevitabile. Sono il primo tifoso del Foggia. Lo seguo sempre e ogni 2/3 settimane torno in città, perché per me è molto di più di una semplice maglia. Oggi ho sentito il mio caro amico Gerbo perché è il suo compleanno ed erano tutti sul pullman per la trasferta di Coppa. Chissà, magari un giorno rientrerò a Foggia, ma adesso sono concentrato su questa mia nuova esperienza che mi sta dando tantissimo. Voglio fare bene per la società e per i miei nuovi tifosi”.
