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CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia CalcioAcque agitatissime in casa Casertana. La situazione societaria del club campano, infatti, non fa dormire sonni tranquilli alla piazza rossoblù. Diversi e disparati i problemi economici che sembrano attanagliare i falchetti, come rende noto il socio di minoranza Pasquale Corvino, pronto a prendere in mano le redini della società e a denunciare gli attuali soci. Per oggi è previsto un incontro decisivo per la cessione delle quote: se l’affare non andrà in porto, il rischio di default, secondo il dirigente rossoblù, potrebbe diventare realtà, come spiegato nel corso di una conferenza stampa, riportata di seguito.
IL PRES. TILIA E IL MESE DI AGOSTO – “Quando incontrai l’avvocato Tilia da Roma, che aveva preso in mano la maggioranza del club, mi disse di non essere in condizione di poter mantenere la società. E il giorno dopo sparì. Io, pur avendo il 6% delle quote, non volevo vedere una squadra di ragazzini costruita per retrocedere e per questo contattai lo zoccolo duro: alcuni di loro, come Alfageme e Capodaglio, avevano già preso impegni con altre squadre. Recuperai Rainone dal Melfi, rifiutai Giannone al Cesena e mi misi a capo di questa situazione. Ho iniziato a pagare personalmente le prime spese: dal 6 al 30 agosto ho speso 29250 euro per il ritiro della prima squadra, 1250 euro di consulenze, 2000 euro per il settore giovanile, 13500 euro tra calciatori e procuratori, 3137 euro di ristorante, 2000 euro di manutenzione del campo, 4000 per le pulizie e 1500 per le trasferte delle giovanili. Questi, ripeto, solo ad agosto.Mandai una lettera al presidente Tilia chiedendogli di conoscere la situazione economica patrimoniale del club. Mi sembrava strano che dovessi mettere io tutti questi soldi visto che a settembre la Casertana incassava 24mila euro di sponsorizzazioni, 35mila euro di abbonamenti, 27mila di incasso ai botteghini e 86mila euro dalla Lega. Ad oggi non ho ancora ricevuto risposta a quella lettera”.
I NUOVI SOCI – “Tempo dopo stesso Tilia mi propone l’ingresso di nuovi soci che alla fine hanno acquistato il 35% delle quote assumendo un ruolo importantissimo: lo statuto, infatti, prevede che per la convocazione dell’assemblea, necessaria per approvare il bilancio o modificare le cariche, serve l’ok dai possidenti di almeno il 67% delle quote.Tale passaggio, però, non è avvenuto tramite il notaio ma con una scrittura privata, autenticata da un notaio e inviata alla camera di commercio. Peccato che sia illegale: lo statuto societario prevede che puoi vendere le quote senza diritto di prelazione solo a un altro socio. Per venderle a un esterno avrebbe dovuto avere il gradimento mio. Per questo Impugnerò al più presto la scrittura illegale che ha bloccato la vita di questa società. Morale della favola: questi signori, che sono entrati nella Casertana con due società, una di ristorazione e una di vigilanza, hanno preteso dall’avvocato Tilia la gestione di un suo locale dismesso in comodato d’uso. E se ne sono fregati della Casertana: le spese delle trasferte del settore giovanile, per intenderci, le pago io. Vi dico solo che uno di loro aveva promesso di pagare un ristorante a Reggio Calabria tramite un bonifico, mai arrivato. Una figura di m… mega-galattica: son dovuto intervenire io pagando 500 euro al ristoratore che giustamente attendeva questa cifra”.
L’ACCORDO MANCATO E LE SPESE DA SOSTENERE – Allora ho fatto un altro tentativo, convocando tutti i soci, perché se noi a breve non paghiamo stipendi e contributi prenderemo penalizzazioni e perderemo soldi che ci spettano dalla Lega. Servono, per farla breve, 316mila euro. Gli sono andato incontro, spiegandogli che non volevo più saperne di tutti i soldi arrivati e di cui non sappiamo che fine abbiano fatto. E gli ho detto anche che non avrei voluto indietro i 50mila euro che avevo già speso io. Volevo, però, che ognuno pagasse la cifra necessaria per andare avanti divisa per quote: Tilia col 56% doveva pagare 176960 euro, io 18960, gli avvocati Palomba e Conte rispettivamente 94800 e 15800, gli altri soci già presenti da tempo, Pascarella e Loffredi, 4740 e 4470. Mi è stato detto da Tilia e dal gruppo Conte-Palomba che volevano uscire fuori dalla società. La mia proposta è stata la seguente: i 316mila euro di spese me li accollo io, in più dò a Tilia 120mila euro subito e 40mila a Conte-Palomba per andare via. Un’operazione che mi costerebbe oltre mezzo milione di euro.
Questo perché sono stanco di avere soci, la Casertana voglio gestirla da solo: accetterei solo Loffredi e Pascarella. Questi signori mi hanno detto: ci dobbiamo pensare. Li ho sollecitati perché se entro la settimana non versiamo il dovuto i problemi si moltiplicano. Dopo tante insistenze Tilia mi ha fatto sapere che poteva darmi il suo 52%. A me però non basta perché a causa di un atto illegale e di uno statuto fuori dal codice civile, mi serve il 67% per avere la maggioranza. Palomba per andarsene voleva altri 60mila euro. Ho acconsentito alla richiesta, spiegandogli che però potevo darglieli in 3-4 mesi dal momento che avevo già mezzo milione di euro da dover sborsare in pochi giorni. Eravamo nel mio studio e chiama l’altro socio, Conte, che al telefono fa sapere che i soldi li vuole subito e che rifiuta l’offerta.
L’ULTIMO TENTATIVO E LA DENUNCIA – “Mi sono informato sulle società legate a questi soci: vi dico solo che una di queste ha un capitale sociale di mille euro ma ha comprato quote della Casertana per 40mila euro. Allora ho deciso di fare l’ultimo tentativo, per amore della città: mercoledì pomeriggio li ho convocati dal notaio Decimo. Lì mi presenterò con i soldi in tasca e li aspetterò. Se non verranno, farò in modo di denunciarli per minacce, estorsione e truffe. Non so se ci sono gli estremi per farlo ma vista la situazione che c’è, voglio evitare speculazioni ai danni del club. La Casertana è una società a perdere: chi pensa di venire qui a fare soldi perde solo tempo. Se non si presentarnno, la mia esperienza alla Casertana sarà finita. Io ho un presentimento: siccome la Federazione dovrebbe mandare a breve una parte dei contributi, può anche darsi che questi signori stanno aspettando tali somme per avere altri due-tre mesi di vita e racimolare quanto possibile. Vorrei ringraziare i soci Giovanni Pascarella e Claudio Loffredi che economicamente stanno sostenendo una parte delle spese e tutti quelli che mi sono stati vicino e hanno provato ad aiutarmi. Ma io sono letteralmente bloccato dal ricatto di queste persone che non so cosa vogliono e cosa si aspettano. Sia chiaro, io voglio salvare la società: se questi signori versano i soldi che devono io mi sento soddisfatto e sono contentissimo di rimanere con il mio 6% facendo come sempre da sponsor alla Casertana. Altrimenti, se non hanno questi soldi, voglio tutte le quote. Altrimenti la situazione diventerà gravissima e nemmeno io potrò fare più nulla”.
fonte: sebastian donzella-tuttolegapro
