4 Settembre 2026
Serie B

Anche il Sole 24 Ore sul caso fideiussioni

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Nuovo capitolo sul “caso fideiussioni”  in Lega Pro. Dopo il settimanale “L’espresso”, ora anche “il Sole 24 Ore” nell’inserto di sabato 8 ottobre “Plus” dedica un’apertura della sezione dedicata ai “professionisti del risparmio” alla questione polizze, aggiungendo un nuovo episodio. Infatti l’articolo si apre riportando una parte della lettera dell’avvocato Carlo Catenaccio con cui si rassegna le dimissioni dal Collegio dei revisori della Lega Pro, definita dal collega Stefano Elli la vecchia serie C. L’aggettivo utilizzato dal giornalista è chiaro, una chiosa “raggelante”:

Il silenzio della Lega su tali temi (…) mi ha lasciato allibito e mi determina a pendere le distanze poiché non intendo proprio essere annoverato nella categoria degli sprovveduti”.

Oggetto della discordia è la società Gable Insurance Ag, compagnia con sede a Vaduz (Liechtenstein), patrimonio alle Cayman e pec (posta elettronica certificata) in Italia. Società definita dal suo agente per l’Italia, la Essebi srl di Roma “esclusivista per il calcio italiano”. Società con problemi gestionali e contabili da fare intervenire la FMA(Financial Market Authority) Liechtenstein, la quale ha inibito la Gable dal rilascio di ulteriori polizze.

Nell’articolo si sottolinea come la Lega Pro abbia chiarito la propria posizione con un comunicato ove ogni società è stata iscritta “… sulla base di fideiussioni perfettamente corrispondenti ai parametri normativi e non poteva rifiutarsi di accettare le fideiussioni a fronte della sussistenza dei requisiti formali e sostanziali richiesti dalla normativa. Al fine di avere ulteriore certezza delle verifiche svolte, ha chiesto all’Ivass (ndr. Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni, Authorty italiana del comparto) di richiedere la conferma di valida emissione alle compagnie assicurative, fra cui la Gable: tutte sono state confermate nella loro validità”.

Invece ecco la novità. Secondo il Sole 24 Ore, la richiesta all’Ivass è stata inviata il 22 luglio 2016 ma la risposta sembra diversa dal comunicato della Lega. Nella replica dell’Ivass (ndr. Il Sole cita anche il numero di protocollo 0147549/16 e pubblica una foto della risposta), si legge che “… con riferimento alla lettera pervenuta in data 22 luglio u.s. con cui vengono trasmesse ulteriori polizze assicurative al fine della verifica della loro validità si fa presente, come già anticipato per le vie brevi, che per una più rapida ed efficace verifica è opportuno che codesta Lega si rivolga direttamente alle imprese di assicurazione coinvolte. Questo istituto non detiene infatti una banca dati delle polizze assicurative e per appurare la validità dei singoli contratti, deve necessariamente rivolgersi alle imprese emittenti”.

Per agevolare il compito della Lega, l’Ivass riporta i recapiti della Gable Insurance Ag e la sua pec. Insomma la risposta dell’Ivass alla Lega Pro guidata da Gabriele Gravina è stata: non posso rispondere. Certo non una bella pubblicità per il presidente ripreso in foto a tutta pagina dal primo quotidiano economico nazionale. Con una serie di interrogativi. Perché la Essebi si definisce “esclusivista” del calcio italiano, come riportato nella polizza rilasciata al Modena FC? Una trovata commerciale o altro?

La Gable, piccola compagnia di assicurazioni in difficoltà finanziarie ha annunciato il 12 settembre 2016 l’intenzione di ritirarsi dalla Borsa inglese. A prima vista le difficoltà della Gable non sembrano avere nulla a che fare con l’Italia. Ma solo a prima vista, visto che molte società di calcio italiane, a cominciare dalla Sampdoria di Massimo Ferrero, stanno seguendo con con grande attenzione i prossimi sviluppi della Gable. Inoltre quasi un terzo delle 60 squadre di Lega Pro ha potuto iscriversi al campionato grazie alle garanzie, in gergo tecnico fideiussioni, siglate nel giugno scorso dalla compagnia che ora si trova sull’orlo del fallimento. I contratti, regolarmente depositati in Federcalcio, riguardano anche club dalla lunga e blasonata storia come Mantova, Modena Reggina e Venezia. Tutti si sono affidati a Gable, per un totale di 20 polizze del valore di 350 mila euro ciascuna. L’elenco, secondo uno speciale pubblicato da “L’Espresso”, comprende anche alcune società di serie B ed A. Tra queste c’è di sicuro il Bari. La Sampdoria ha invece bussato alla società quotata a Londra per ottenere una garanzia sui debiti del calciomercato che ammontano in totale a circa 12 milioni di euro. Nessun segreto, sta tutto scritto nel bilancio 2015 della squadra blucerchiata.

Gable holding, capofila del piccolo gruppo finanziario, batte bandiera di un paradiso fiscale caraibico, le Isole Cayman. La società che vende le polizze, invece, ha uffici a Londra ma la sede legale si trova a Vaduz, in Liechtenstein, minuscolo principato alpino notoriamente non proprio all’avanguardia in fatto di trasparenza. In Italia però, gli organi di controllo della Federcalcio (FIGC) non hanno avuto nulla da obiettare di fronte alla proliferazione di polizze targate Gable.

“Tutto regolare”, è stato il verdetto di luglio al termine dei controlli di rito. Eppure, già a maggio, la compagnia aveva lanciato un primo segnale d’allarme correggendo al ribasso le anticipazioni sui risultati del 2015 pubblicate a fine marzo. Giusto un paio di mesi dopo si è scoperto che il bilancio dell’anno scorso è andato in perdita per 25 milioni di sterline, quasi 30 milioni di euro, con mezzi propri ridoni al lumicino: circa 3 milioni di sterline (3,5 milioni di euro).

Per tirare avanti, il piccolo gruppo assicurativo ha quindi bisogno urgente di nuovi capitali. La ricerca di finanziatori è in corso da mesi, per ora senza successo. E allora i conti restano in bilico. La compagnia ha di fatto interrotto l’attività commerciale, quindi non venderà nuove polizze, anche se dichiara di essere in grado di onorare gli impegni con gli assicurati. Anche sul mercato la fiducia è ai minimi, come dimostra il prezzo di Borsa del titolo Gable, crollato del 90 per cento nell’arco di un anno, da 24 a 2 sterline. A questo punto nel mondo del calcio molti si chiedono quale valore possano avere le garanzie prestate da una società con i conti così disastrati. Non sono molti gli operatori finanziari disposti a firmare fideiussioni a favore di squadre di calcio, soprattutto quelle delle serie minori. Da anni la Lega Pro deve fare i conti con i guai di bilancio di decine di squadre. In estate ben 12 club hanno dato forfait o sono stati esclusi d’autorità ancora prima dell’inizio del campionato. In luglio è così partita la corrida dei ripescaggi con l’obiettivo di formare i tre gironi regolamentari da venti squadre ciascuno.

Le norme federali impongono una fideiussione da 350 mila euro per accedere al torneo di Lega Pro, che diventano 800 mila per la B. Sono poi previste garanzie supplementari per le società che non rispettano alcuni parametri di bilancio come per esempio quelli che riguardano il rapporto tra i ricavi e il costo del lavoro, cioè gli ingaggi dei calciatori. Per presentarsi con le carte in regola alla scadenza di fine giugno, i manager di molte squadre hanno dovuto fare i salti mortali

La ricerca di un garante si sarebbe rivelata ancora più difficile se l’anno scorso l’Antitrust non avesse ribaltato una precedente delibera della FIGC che aveva ristretto alle sole banche la possibilità di emettere fideiussioni a favore di squadre di calcio. Risultato: dal 2015 anche le compagnie di assicurazioni e le altre società finanziarie autorizzate dalla Banca d’Italia possono avallare gli impegni dei club per l’iscrizione al campionato. Liberi tutti, allora. E a quanto pare la Gable ha fatto da mattatore sul mercato del pallone, dove pure sono attive altre compagnie semisconosciute come la Elite Insurance di Gibilterra o la bulgara Nadejda.

fonte: antonio altieri-tuttolegapro

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