L’allenatore Didier Deschamps prima della finale di Champions League ci disse: risparmiate le forze. Non giocate la gara mentalmente, godetevi e mettete tutto quello che avete al momento giusto, dopo il fischio d’inizio. Purtroppo però andò male, proprio perché non riuscimmo a seguire la sua indicazione”. E’ il consiglio di Joseph Dayo Oshadogan, doppio ex, in vista della finale playoff. Un giocatore che ha vissuto tante emozioni, a Pisa, Foggia e in tante altre squadre.
“Ho fatto le giovanili con il Pisa, purtroppo non sono riuscito a giocare in prima squadra e a tenermi la piazza. Ma ho avuto la fortuna di vivere l’era Romeo”.
Hai qualche anedotto da raccontare?
“Ne ho tantissimi, parlarne al telefono è anche riduttivo. Facevo il raccattapalle all’Arena, ho potuto ammirare grandissimi calciatori. Quando feci il chirichetto, mi ritrovai davanti Giovanni Galli, fu molto emozionante. Sennò l’adrenalina nell’affrontare Simeone, Chamot che mi porta delle scarpe nuove con 13 tacchetti, dopo avermi visto in difficoltà con i 6. Romeo che mi rimprovera per l’abbigliamento, per la camicia aperta, e per un duro intervento su Scarafoni in allenamento. Ce ne sono tantissimi”.
Quindi come valuti la tua esperienza in nerazzurro?
“Ho bellissimi ricordi, molto positiva. Peccato per la stagione maledetta che portò alla retrocessione e al fallimento. Dopo la fine del campionato, io andai in vacanza. A quel tempo non c’erano cellulari. Ricevetti tantissime richieste, mi chiamarono in sede e perfino al bagno La Pace a Tirrenia. Il Foggia mi venne a prendere a casa e così cominciò la nuova avventura”.
Che ricordi hai dell’esperienza in Puglia?
“Bellissimi, era il periodo di Zemanlandia. Bel calcio, tanto divertimento. Una piazza calda che amava il calcio. Ci ho passato cinque anni, per me molto importanti”.
Che differenze hai notato rispetto a Pisa?
“Sono due piazze che vivono il calcio con una passione incredibile. La differenza sta nei diversi cicli, a Foggia hanno vissuto l’era Zeman, a Pisa gli anni meravigliosi di Romeo. L’amore, la passione, che è riuscito a infondere Anconetani però è unica”.
Segui tutt’ora il Pisa?
“Si, ho visto qualche gara all’Arena. I nerazzurri sono una squadra tosta, anche il Foggia è forte. Spero e credo che sarà una spettacolo, anche per la cornice di pubblico. Sono curioso di vedere la coreografia della tifoseria pisana”.
Su che cosa dovranno puntare i nerazzurri per battere i pugliesi?
“Io credo che Gattuso possa essere l’uomo in più. Lui ne ha vissute di finali, i suoi consigli e la preparazione alla gara saranno fondamentali. Anche De Zerbi ha dimostrato di possedere grandi qualità: la squadra gioca bene ed è un vero gruppo, è destinato a fare una grande carriera da tecnico. Sono due squadre vere, entrambe sono riuscite a superare i momenti difficili, meritano la promozione”.
L’attacco del Foggia sembra inarrestabile, sarà il fattore decisivo?
“Sono molto forti in attacco, il Pisa dovrà stare attento, avere equilibrio. I pugliesi però, anche contro il Lecce, hanno concesso molto. Sarà una gara aperta”.
Un pronostico…
“Da pisano tifo Pisa, sono fiducioso ma non voglio sbilanciarmi. Il Pisa ha tutto quello che serve per battere il Foggia, merita la promozione”.
fonte: andrea pardini-tuttopisa
