19.4 C
Foggia
20 Maggio 2024
Blog Cuore Rossonero Foggia Calcio

Foggia Calcio, a Melfi per riscattare lo scorso anno

DI GIUSEPPE BALDASSARRE – Basterebbe la stele di El Alamein per sintetizzare il pareggio tra FOGGIA e Benevento: “Mancò la fortuna ma non il valore “. Proprio così, almeno per i primi 85 minuti per il FOGGIA poi c’è stato l’esatto contrario: tanta fortuna e niente valore con Coletti e Narciso da 1 in pagella. Il primo è rimasto a casa ed ha mandato a giocare suo fratello gemello, il secondo è letteralmente impazzito, come una sentinella che abbandona il posto di guardia mentre i sanniti non hanno saputo approfittare della porta sguarnita. Quanto a gran parte della gara, è stato un FOGGIA meraviglioso che ha massacrato la corazzata giallorossa. Unico neo l’errore dal dischetto, il quarto su sei tentativi. Col 66,66% degli errori su calcio di rigore un rimedio occorrerebbe trovarlo anche perchè in trasferta il quarto di finale di Coppa può finire in parità e non vorremmo perdere la Coppa ai rigori, dopo che già abbiamo compromesso il primato in campionato dagli 11 metri. Gigliotti in passato ha realizzato, Vacca dice di saperli tirare, Arcidiacono pare che lo sappia fare. Vedremo.

Intanto, il gioco all’europea di De Zerbi ha incantato il pubblico dello Zaccheria e quando una città di 160000 abitanti manda 12000 persone allo stadio, tifosi ospiti e portoghesi esclusi, vuol dire che il 7,5% dei suoi abitanti è presente. Per intenderci, a Roma o a Milano occorrerebbe uno stadio da 300000 posti ed a New York addirittura da 750000 presenze. Allora cerchiamo di mantenere codesto tesoretto di tifosi, non per gli incassi ma per il calore e la forza che possono trasmettere. Persino un Campione come Paolo Maldini ebbe a dire che a FOGGIA andava in difficoltà, circondato da 30000 voci che sembravano centomila. Il problema è che i tifosi non tirano i rigori, restano amareggiati quando non si vince ma, perlomeno, hanno visto una magnifica e straordinaria punizione di Sarno che da sola vale il prezzo del tagliando di ingresso. A dir la verità il pallone non si è visto. Era a terra circondato da un’aureola schiumosa disegnata dall’arbitro poi d’improvviso aveva già gonfiato la rete entrando nel sette a velocità supersonica e da circa 28 metri di distanza. Solo negli sceneggiati televisivi o al cinematografo, nelle pellicole di malavita, si vede il cecchino che da molto lontano col mirino centra la vittima.

Ora Sarno è a 21 reti col FOGGIA assieme a Bertè, Piani e Mounard anch’egli avvezzo a segnare su punizione, per giunta con un quoziente di 0,39 molto alto per una seconda punta. Per la verità, De Zerbi lo sta trasformando in centravanti: Viola è indisponibile, Iemmello è alla terza rete consecutiva sciupata (e sommano 6 punti) mentre abbondano i doppioni sulle fasce quali Chiricò, Arcidiacono, Floriano e lo stesso Iemmello. In fondo, pure Ciccio Baiano era mezzapunta, trequartista e poi, con di fianco i velocissimi Rambaudi e Signori, diventò un ottimo centravanti boa.

Tornando alla partita, dopo una gara stradominata, nonostante Riverola in campo schierato per migliorare la fase di giropalla e puntualmente sostituito, l’arbitro, in perfetta buona fede, non si è accorto di due situazioni contemporanee: Gerbo è intervenuto sul pallone e per giunta fuori area. Sappiamo tutti come è andata a finire. Di questo, lo ripetiamo, non ci lamentiamo ma, quando a gioco fermo, il signor arbitro ad ogni fallaccio sannita non estraeva il giallo, avendo i secondi giusti per decidere, allora sì che ci arrabbiamo parecchio, giungendo persino, non a dubitare sulla malafede, ma sulla capacità di questo signore di arbitrare in Lega Pro.

Fino alla scorsa settimana dicevamo che il FOGGIA deve temere solo se stesso e, sul campo, questo vale ancora per intero. Fuori dal campo cominciano ad accadere cose strane. Che le corazzate Casertana e Benevento facessero flotta era risaputo ma che il Martina dovesse recarsi a Lecce decimato da espulsioni, ammonizioni e diffidati non è un bel vedere.

Guardiamo avanti ed il futuro si chiama Melfi, dopo aver lavato l’onta dello scorso anno a Catanzaro, bisogna fare la stessa cosa in Lucania, senza se e senza ma, prima di riscendere in Trinacria ad Agrigento per la Coppa. Sabato, dopo aver letto la formazione che scenderà in campo, avremo già saputo quella di Agrigento. De Zerbi ha già detto che in Coppa giocherà chi non avrà giocato a Melfi. Quindi Floriano può già scaldarsi e deve darsi una mossa vista la concorrenza che c’è in quel ruolo.

Quanto all’arrivo di Arcidiacono, è un perfetto giocatore per questa categoria, non di più. E’ un doppione, non vale minimamente Antenucci ma in Lega Pro è meglio averlo con e non contro.

Potrebbero interessarti:

Il prossimo avversario. A Sorrento c’è maretta…

La Redazione

PSB – Foggia Calcio, novità sul processo sportivo

La Redazione

Il Foggia Calcio chiede un portiere al Bari

La Redazione