Il nuovo blog di Gianni Pirazzini, storico capitano del Foggia Calcio che parla del doppio turno interno contro Juve Stabia e Paganese e della prossima sfida di Catanzaro
[dropcap color=”#888″ type=”square”]B[/dropcap]en ritrovati cari amici tifosi del Foggia,
il 2016 è iniziato con due pareggi interni. Due risultati inattesi, anche perché tutti sognavano il possibile aggancio alla vetta. Tuttavia la Casertana non ne ha approfittato e tutto, quindi, è rimasto invariato. La distanza dalla vetta è sempre di due lunghezze ma restano i quattro interni punti persi dal Foggia. Ovviamente devono essere recuperati nelle prossime gare esterne.
Ma non andiamo oltre e proseguiamo l’analisi delle gare contro Juve Stabia e Paganese. Il dato che emerge è il calo fisico di alcune pedine importanti dello scacchiere rossonero, probabilmente dovuto a un richiamo di preparazione più pesante del solito che prevede un lasso di tempo maggiore per riprendere la giusta condizione. Il secondo dato importante sono gli errori che hanno causato i gol subiti. Sia chiaro, tutti possono sbagliare e non deve finire sul banco degli imputati solo la difesa per i tre gol subiti nel doppio turno interno. Spesso sono proprio i difensori a dover mettere la classica pezza agli errori commessi del resto della squadra. Invece il Foggia ha corso troppi rischi sui contropiede della squadra avversaria o quando ha perso palla in mezzo al campo. Questo perché gioca molto sbilanciato in attacco, quindi un meccanismo che non funziona può sballare tutti gli altri ingranaggi.
Va assolto in pieno anche Iemmello perché nel calcio i gol si fanno e si sbagliano. L’importante per un attaccante è farsi trovarsi sempre presente al posto giusto al momento giusto e lui l’ha fatto. Non bisogna dimenticare che per un calciatore che tira c’è sempre un portiere che para (per quanto giovane possa essere). Inoltre non è semplice per un attaccante che si muove molto ed effettua molti ripiegamenti difensivi, trovare la giusta lucidità e brillantezza fisica alla fine di una partita. Dunque Iemmello ha sbagliato ma non sarebbe giusto additarlo come il responsabile del pareggio, anzi, in questo campionato sta facendo la sua parte a pieno. Non ha caso è in testa alla classifica dei marcatori.
Dopo aver analizzato il passato possiamo proiettarci sul futuro. Il prossimo impegno prevede la difficile trasferta di Catanzaro, contro una squadra reduce dal pareggio di Caserta. Un 2-2 che ha caricato l’ambiente, pronto a combattere per il bis contro il Foggia. Un risultato che deve far capire ai rossoneri che non affronteranno di certo l’ultima della classe. Dico questo perché alcune volte il Foggia ha peccato di determinazione, al punto da complicare con le sue stesse mani le cose più facili. I ragazzi devono essere più pratici e determinati, non si può sempre entrare in porta con il pallone tra i piedi, nei pressi dell’area di rigore serve cattiveria.
A complicare il tutto ci sarà l’ambiente. Il Ceravolo non è mai stato un campo facile. Nel 1976 conquistammo la promozione in Serie A proprio grazie a un soffertissimo pareggio nell’arena dei giallorossi. Sia noi sia loro eravamo in piena lotta per la A. Ricordo che al nostro arrivo al campo i tifosi di casa inscenarono un funerale con undici bare rossonere. Dovevamo perdere…a tutti i costi.
La partita fu combattutissima. In un contrasto Fabian perse gli incisivi. Lodetti, invece, rimediò una frattura alla gamba. E ci fu anche spazio per un brivido. Nel finale contrastai duramente Palanca in area di rigore. Era fallo ma lui non cadde a terra e puntò dritto verso il portiere Memo, per poi sbagliare incredibilmente il tiro. Ci salvammo anche grazie a quell’errore del miglior attaccante giallorosso di sempre. Ecco…capita, un po’ come è capitato a Iemmello… Quindi pronti a vendere cara la pelle e a dar battaglia. Poi, come dico sempre, noi siamo il Foggia… gli altri devono avere paura.
Il vostro capitano
Gianni Pirazzini
