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15 Ottobre 2026
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Foggia Calcio, meno fioretto più spada

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DI GIUSEPPE BALDASSARRE – Caro De Zerbi, più che lo svalutato aforisma “squadra che vince non si cambia”, dovevi sapere che i proverbi antichi non sbagliano mai, pertanto “chi làsse à strada vècchje pà nòve, sàpe chè làsse e nen sàpe chè tròve”! Ancora oggi, a freddo, ci domandiamo perchè sacrificare l’ottimo Gerbo. Perchè, dopo tanto pontificare del Direttore Sportivo Di Bari sull’intervenire chirurgicamente per non scombussolare equilibri ben consolidati, ci siamo ritrovati con Riverola in campo ed è stato come intervenire chirurgicamente ma senza asetticità e senza anestesia. Il dolore è stato grande, il danno è stato assai.

Chissà perchè la Juve Stabia a FOGGIA è sempre fortunata. L’anno scorso un’autorete di Potenza, quest’anno un’ingenuità Riverola il quale ha fornito a Nicastro la palla dell’1-0. Che delusione! Si dirà, ma Riverola aveva giocato altre volte. Se giocava era perchè vi era qualche squalificato e Gerbo, invece, era disponibile. Non si affronta la Juve Stabia come una Lupa Castelli Romani qualsiasi. Non si fanno esperimenti al giro di boa, rivoluzionando l’intelaiatura di una squadra seconda in classifica ed in crescendo. Non si rischia mai perchè, purtroppo ma soprattutto per fortuna, visto che siamo a quelle altitudini in classifica, un pareggio interno provoca danni ingenti e sarebbe davvero un peccato dopo tanti sacrifici tornare a giocare con Andria e Monopoli anche nel 2017. Se poi vogliamo dirla tutta, ce lo siamo dimenticato il punto in tre partite ad inizio campionato? In quelle circostanze Riverola giocò titolare, salvo poi essere sostituito per scelta tecnica, per non scrivere per scarso rendimento. Inoltre, quello era il periodo in cui Loiacono, prossimo alla centesima gara visto che come Quinto ne conta 99 di presenze, doveva sedere in panchina e Coletti barcamenarsi tra mille difficoltà in difesa.

Caro De Zerbi se avrai 9 punti di vantaggio sperimenta ciò che vuoi oppure fallo sul 4-0 a favore. L’immancabile vittoria deve arrivare ma non possiamo suicidarci. Te lo chiediamo per favore, ti imploriamo, ti supplichiamo: sei un bravo allenatore ma non fare il passo più lungo della gamba. In questi 5 mesi metti da parte congetture, idee, esperimenti e capricci.

Quando si diceva temiamo il FOGGIA stesso più di ogni avversario, non si fallava. L’assistenza maldestra di Riverola, l’occasione facile fallita da Iemmello che poi ha realizzato una marcatura quasi impossibile e straordinaria al tempo stesso (volutamente non la definiamo rete perchè la rete non si è gonfiata) sono il primum movens della mancata vittoria. E se Iemmello è il centravanti titolare, Riverola, già artefice a Verona di fatali distrazioni, c’entrava come il cavolo a merenda davanti ad una difesa già votata alla ripartenza. Non è sufficiente per arrivare primi accendersi alla rete subita e spegnersi dopo quella annullata. Il FOGGIA è stato grande solo in quel lasso di tempo ed è stato grande veramente prendendo a pallonate la difesa stabiese. Poi più nulla. E’ entrato Chiricò, velocissimo nel correre col pallone tra i piedi a differenza di altri suoi colleghi di altre squadre che non sanno correre nemmeno senza palla, abilissimo nel saltare l’uomo in un amen con facilità estrema ma non altrettanto letale in tutto il resto. E’ come una sirena, metà donna (e che donna!), metà pesce. Peccato il calo dell’ultimo quarto di gara, quando la Juve Stabia qualche spazio l’aveva lasciato ma siamo stati altamente inconcludenti. Solo una marcatura realizzata non è bastata per ottenere i 3 punti perchè l’errore di Riverola ci ha fatto partire penalizzati. Un po’ come col Barletta lo scorso anno (vero Sainz-Maza?), solo che, almeno stavolta, si è pareggiato.

Iemmello capocannoniere al giro di boa ha siglato la sua 26° marcatura raggiungendo Bartolini al 25° posto dei cannonieri di sempre. Torna la Paganese a FOGGIA, vietato sbagliare ed obbligo di riflettere sugli errori commessi e sullo stato di forma non al meglio di qualche elemento. Se proprio dobbiamo buttare qualcuno nella mischia tanto vale provare con Vacca che può essere un’arma vincente.

Nel ritorno si gioca un altro campionato ed il FOGGIA non può deludere ancora. Nelle prime 4 gare affronterà chi quest’anno come la Paganese e chi l’anno scorso come Catanzaro e Melfi fuori, Benevento in casa ci han fatto prendere un punto su dodici! E’ l’ora della riscossa, è l’ora della rivoluzione, cerchiamo di produrre qualcosa di buono per la classifica, perchè questo urge ora. Per il bel gioco riparliamone a primavera, riponiamo il fioretto, tiriamo fuori le spade. In fondo a denari ci pensano i Sannella, a bastoni ci ha sempre pensato Iemmello, a coppe ci pensava Viola, a spade deve pensarci De Zerbi, al quale l’unico fioretto che chiediamo è quello di mandare in campo il meglio che c’è, sempre e comunque e vedrà che non lo tradirà più nessuno. FORZA FOGGIA.

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