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20 Maggio 2024
Blog Cuore Rossonero

Foggia Calcio, De Zerbi vuol giocare in 12! La vetta? Meglio a Pasqua che a S.Martino

DI PEPPINO BALDASSARRE – Preso punto importante ad Ischia. Un buon punto che significa zero in media inglese, che significa terzo posto, quindi piena zona spareggi promozione, che diventa d’oro il giorno dopo con la concomitante caduta del Lecce a Catanzaro. Un punto alla fine difeso in 9 contro 11, che ha temprato ancor di più gli uomini di Roberto De Zerbi all’agone della Lega Pro.

Attenzione, però, non è tutto oro quel che riluce. Approccio sbagliato come a Pagani. Inconsciamente superbi dopo 4 vittorie, i satanelli si sono concentrati solo dopo lo scampato pericolo del rigore sbagliato dall’eccentrico Mancino. Sarno ha estratto il coniglio dal cilindro, poi gli isolani hanno meritatamente pareggiato. A seguire le espulsioni hanno cambiato volto e spartito alla gara.

De Zerbi ha ancora una volta operato benissimo con i cambi. Sostituzioni tanto forzate, quanto azzeccate. A differenza di Zeman che nel novembre 1990 ad Udine tenne l’1-1 (marcatori Baiano e Balbo) in 9 con un rischioso 3-3-2, De Zerbi ha optato per il 4-3-1 potendo contare prima su Iemmello e poi su Viola, elementi che in attacco sanno fare reparto da soli. Si è tentata qualche timida ripartenza, ma senza rischiare più di tanto. In fondo è sempre meglio affrontare l’Ischia in 9 che il Catania in 11, visto che Orlando ha sciupato due ottime possibilità.

Da elogiare il corporativismo dei rossoneri nei minuti finali, nonché la loro tenuta agonistica, agonistica e non solo atletica, perché corpo e mente hanno risposto benissimo, da biasimare solo l’approccio completamente sbagliato alla gara. Quanto ai cartellini rossi, ai nostri non imputiamo nulla. Solo chi non opera non sbaglia. Sono cose che capitano giocando a calcio. Chi sa solo criticare una squadra terza in classifica provasse a scendere in campo egli stesso e poi vediamo cosa è capace di combinare. Ischia servirà da lezione, visto che stava per andare in onda la replica di Pagani.

Quanto all’atteggiamento del direttore di gara che non distingue una perdita di equilibrio da una simulazione o che peggio ancora non fischia immediatamente la scorrettezza e la vigliaccata di Mancino su Agostinone, esso ci induce a pensare che credevamo di affrontare l’Ischia ed invece contemporaneamente ci siamo trovati contro il Catania e forse contro anche i poteri forti. In settimana negato Vacca, lo scorso anno concedettero Mazzeo al Benevento. Arriverà gennaio. Intanto ha rescisso Cavallaro. Come si fa a preferire un bollito Bollino, che non segna mai, in lista in luogo di chi ha segnato 24 reti col FOGGIA, con quoziente reti 0,36, non male per una seconda punta, ideale ricambio per Floriano nel girone di ritorno.

Guardando la classifica diremo che la vetta ci interesserà a Pasqua e non a San Martino e dintorni. Lo scorso campionato fu solo ad aprile che la Salernitana staccò il Benevento ed historia vitae magistra! Casertana meritatamente prima e regina del torneo, se a gennaio non si rinforza avrà panchina corta o quasi inesistente ed abdicherà. Segue Messina, già battuto dal FOGGIA. Poi c’è il FOGGIA nella scia dei peloritani, seguito dal Cosenza, squadra che si basa solo sulla sua ottima difesa, che gioca senza quasi mai attaccare a tutto spiano, che segna col contagocce, tipo Inter in A, che sfrutta in altissima percentuale le pochissime azioni da rete prodotte.

Col Cosenza c’è l’altra Ferrari che è il Benevento. Sconta un -1 in classifica, ma soprattutto si piange i punti smarriti in trasferta. Ora capite il valore del punto di Ischia. Veniamo ora alle due Mercedes. Prima di tutto il Lecce. Con Braglia aveva realizzato gli stessi punti del FOGGIA in 3 partite, vale a dire 9 restando sotto di 2 punti e con ritorno da giocare a Lecce. Il valore del punto aureo di Ischia l’abbiamo compreso col prezzo dell’oro quotato domenica sera al mercato di Catanzaro: Lecce a meno 3, anzi a meno 3 punti e mezzo, visto che può batterci fino a 3-0 al ritorno.

Dulcis in fundo il Catania. Sul campo ha gli stessi punti del FOGGIA e col FOGGIA condivide il miglior attacco, va bene. Ma attenzione in quasi un terzo di campionato non ha rosicchiato nemmeno un punto al FOGGIA. Arriverà forse quarto, ma primo no. Fatto questo debito excursus in graduatoria a quasi un terzo di torneo, anche se sarà l’ultimo terzo a contare più di tutto, pensiamo al Monopoli. De Zerbi vuole giocare in 12 ed ha lanciato l’appello ai tifosi a gremire lo Zaccheria auspicando un’altra notte magica. Il tifo è importante, la concentrazione e l’applicazione dei giocatori molto di più. Il Monopoli infatti è un unico blocco. Calciatori non di primo piano, ma che giocano corti e si aiutano gli uni gli altri incessantemente.

Non sempre si può segnare ad inizio gara come contro il Messina, quindi calma e pazienza, giocando bene e con raziocinio prima o poi segniamo e vinciamo. Per chi non lo sapesse Bencivenga sa giocare anche a sinistra. A proposito di marcature, ad Ischia Vincenzino Sarno ha segnato la rete numero 15, raggiungendo al 65° posto nei marcatori di sempre Diotalevi, Micheli, Rognoni e Roy e riportando al momento un quoziente reti di 0,45 che per un trequartista prestato all’attacco è assai.

Intanto in Coppa Italia Lega Pro alla sua 27^ partecipazione il FOGGIA approdato agli ottavi per la sesta volta affronterà il Benevento, ostacolo difficilissimo da superare, perché Auteri schiera i titolari. In Coppa il Benevento è stato affrontato più di ogni altra squadra: ben 13 volte. Ha battuto il FOGGIA 7 volte come nessun altra squadra segnando anche il primato di reti realizzate contro ben 29. Due sono stati i pareggi e quattro le vittorie del FOGGIA, anche questo è un primato condiviso però con Andria e Barletta. Solo 15 le reti segnate dal FOGGIA che contro il Benevento vanta, se così si può dire, la peggior differenza reti:-14. Per completare il quadro statistico con l’Andria si è pareggiato di più, 7 volte, e segnato di più, 17 volte, ma la miglior differenza reti è rappresentata dal +10 al Giulianova.

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