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CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia Calcio[dropcap color=”#888″ type=”square”]C[/dropcap]orsi e ricorsi storici. Nel 2002-03 Fares era socio di minoranza del Foggia di Pasquale Marino. De Zerbi era il numero dieci di quella squadra che infilò nove vittorie a cavallo del giro di boa del campionato. Caddero nell’ordine Brindisi, Gladiator, Catanzaro, Lodigiani, Gela Juve Terranova, Nocerina, Latina, Giugliano e Ragusa. Un’escalation fermata solo dallo scivolone interno contro l’Andria ma che consegnò a metà del percorso (per la precisione dopo il successo di Gela) la vetta del campionato di Serie C2. Il Foggia la conquistò a metà dicembre per poi consolidarla nel match pre natalizio contro la Nocerina e non lasciarla più.
DEZERBILANDIA – Oggi tutto è cambiato. Il Foggia è diverso. De Zerbi è passato dal campo alla panchina. Fares ha lasciato la sedia di consigliere per sedersi sulla poltrona presidenziale. Impegni ed oneri sono differenti, eppure i due riescono ad essere comunque protagonisti. E memori del passato che loro stessi hanno contributo a creare, provano a emularlo. I rossoneri sono in serie utile da sei giornate. Nelle ultime quattro hanno collezionato altrettante vittorie, senza subire gol. La strada è quella giusta, tanto per artigliare la vetta, quanto per rigenerare l’entusiasmo della piazza che ieri sera, contro il Messina, ha realizzato il record stagionale di presenze allo Zaccheria. Ben 12mila tifosi. In Serie C e in molte realtà di categoria superiore potrebbero essere considerati alla stregua di una chimera.
EMOZIONE – «Viviamo un sogno», ammette con evidente emozione il presidente Lucio Fares, circondato dai tifosi della tribuna nell’immediato dopo partita. «Vediamo realizzarsi il progetto che avevamo costruito e difeso nei momenti difficili. La squadra gioca un calcio piacevole e vince ma l’aspetto più bello della vittoria contro il Messina è la felicità della nostra gente. Spero che possa ripetersi l’escalation vissuta con Marino ma non è il momento di rilassarsi. Dobbiamo continuare su questa strada».
A TUTTO GAS – L’esigenza di mantenere alti gli standard è dettata dai numeri e dal calendario. Già, perché la storia insegna. Negli ultimi dieci anni è servita una media di circa 2 punti a gara per avere la certezza di vincere il campionato di Lega Pro girone meridionale. In soldoni la quota necessaria per il primo posto potrebbe aggirarsi attorno ai 68 punti. Fino ad oggi il Foggia ha tenuto una media di 1,80 punti a partita. Buona ma non ancora sufficiente. A pesare come un macigno sono le prime tre gare della stagione. Se non si considerano i passi falsi con Paganese, Catanzaro e Benevento i rossoneri hanno viaggiato a una media di 2,66.
TRITTICO – Da un lato i numeri, dall’altro il calendario. Sabato il Foggia andrà a Ischia, poi a Monopoli, prima di iniziare un mese difficilissimo, ricco di scontri diretti e insidie. Dal 22 novembre al 6 dicembre ci saranno le trasferte di Catania e Agrigento, intervallate dal match interno contro la Casertana (attuale capolista). Sarà quello, probabilmente, il momento decisivo della stagione, a meno che il Foggia non renda decisive le prossime due giornate e arrivi al trittico in condizioni di gestire.
