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17 Agosto 2022
Foggia Calcio

Ventidue anni fa il Foggia scopriva Del Piero

Ventidue anni fa il Foggia scopriva Alessandro Del Piero. Era il 12 Settembre del 1993 quando durante Foggia – Juventus 1-1 (Roy, Ravanelli), lo Zaccheria vide esordire in Serie A un ragazzo esile, dalla folta chioma e dal destino già scritto. A dirla tutta i foggiani sono stati gli ultimi a scoprirlo. Dei privilegiati che hanno potuto battezzare la prima di un calciatore diventato bandiera della Juventus, stella del calcio italiano e campione del mondo nel 2006. Il vero scopritore di «Pinturicchio» è Vittorio Scantamburlo. Un signore distinto di 85 anni, riservato e meticoloso sul lavoro, che ha donato buona parte della sua vita al calcio.

La sua storia, sconosciuta ai foggiani, è raccontata nell’ultimo libro del giornalista Alberto Facchinetti, un ragazzo della provincia di Venezia con la passione per il calcio e per la scrittura, a cui va un plauso per la meritoria opera di salvaguardare la storia del nostro amato sport. «Ho scoperto Del Piero», edito da Edizioni InContropiede (acquistabile qui), è un volume appassionate e snello, nel quale è racchiusa la vera storia del campione bianconero. Come tutte le grandi opere anche questa nasce per caso. «Non avevo intenzione di scrivere un libro, ma dopo aver conosciuto Scantamburlo ho capito di avere una bella storia tra le mani e mi sono messo subitoal lavoro». spiega Facchinetti. E aggiunge: «Ho trovato un uomo riservato ma pieno d’umanità, simbolo di un calcio che ormai non c’è più. Aveva giocato nel Padova fino a 26 anni per poi chiudere la carriera e dedicarsi ai giovani. L’ex compagno Aurelio Scagnellato lo aveva richiamato ai biancoscudati e gli aveva affidato le chiavi del settore giovanile, prima come tecnico, poi come osservatore». Una mossa vincente.

Scantamburlo aveva una naturale predisposizione all’individuazione dei talenti. Ed è proprio lì che inizia il libro di Facchinetti. Dall’immagine di questo signore che, in un gelido pomeriggio di novembre del 1987, sale a fatica le scale di un campo sportivo di provincia del Trevigiano, con in mano la sua immancabile agenda rossa e la penna per apporre stelline al lato del nome del calciatore individuato. Una per un prospetto interessante. Due per un potenziale campione, tre per il livello «Del Piero». Ed eccola lì la scena madre. Rinvio del portiere, la palla si alza a campanile e viene messa a terra con classe da un ragazzino di tredici anni, quasi a far sembrare il pallone sgonfio, docile sul suo piede. Poi un dribbling, un altro e un altro ancora. «Scantaburlo capì subito che quello era il colpo della sua vita. La ciliegina sulla torta della sua carriera. Un ragazzo tecnicamente bravissimo, intelligente e determinato».

Da lì inizia la storia di Del Piero, diventato calciatore di Serie A il 12 settembre del 1993 allo stadio Zaccheria, luogo di sogni e primati, ateneo del calcio.

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