DI DOMENICO CARELLA – Rieccolo. Il derby, anzi, il Derby…quello con la D maiuscola. Il più sentito, il più nobile, il più atteso. Un’attesa che dura da ben diciotto anni. Già perché l’ultimo risale addirittura all’8 giugno del 1997. Allo Zaccheria si giocava la penultima giornata di un campionato tiratissimo. Da un lato c’era il Foggia di Tarcisio Burgnich, dall’altro il Bari di Fascetti, assetato di punti per rimanere artigliato al quarto posto, l’ultimo utile per la promozione in Serie A. Dopo la vittoria dei rossoneri al San Nicola (1-2) nel girone di andata, i rossoneri imposero il pareggio ai cugini. Al gol di Ventola rispose l’incornata di Colacone (nella foto de La Gazzetta del Mezzogiorno).
EVENTO STORICO – Nessun derby è una gara normale. Quello dell’8 giugno 1997 è addirittura storico. I portieri, infatti, giocarono entrambi i tempi nella medesima porta. La decisione presa dall’arbitro Pierluigi Collina di Viareggio (oggi designatore UEFA) ha fatto casistica ed è diventata materia di studio per i nuovi fischietti. Tutto nacque all’inizio della ripresa. Fontana, portiere del Bari, venne bersagliato dalla Curva Sud con lancio di petardi e bottigliette d’acqua. Mancini, sotto la Nord (interamente dedicata ai sostenitori biancorossi), ricevette lo stesso trattamento. All’ennesima intemperanza Collina impose l’inversione di campo.
BARI IN VANTAGGIO – Quello fu l’ultimo atto di un derby ricco di storia. Secondo quanto riportano le statistiche di Wikipedia, quello di domenica prossima sarà il quarantaseiesimo della serie. Al momento si contano 18 vittorie del Bari, 14 pareggi e 13 hurrà per i rossoneri. Considerando solo la Coppa Italia (oggi TIM CUP) si tratterà dell’ottavo derby. L’ultimo si giocò il 22 agosto del 1982 con la vittoria dei biancorossi per 3-1 (di Desolati l’unica rete dei satanelli). Sempre nel mese di agosto esiste un altro precedente nel 1977. Questa volta s’imposero 4-1 i rossoneri, grazie alla doppietta di Carmine Gentile, al gol di Nerio Ulivieri e all’autorete di Giuseppe Papadopulo. Di Giovanni Asnicar l’unica rete dei galletti.
SOGNO – Il nuovo derby non può pretendere di scrivere la storia. Tanto meno mette in palio chissà quale premio, se non la qualificazione al Terzo Turno di Tim Cup (contro il Verona), ma per Foggia ha un fascino irresistibile. Dopo aver conosciuto i “derby” di Serie D (con tutto il rispetto per il Bisceglie, il Grottaglie e le altre…) dopo diciotto interminabili anni, domenica al San Nicola si tornerà a respirare aria di grande calcio. Quello che fa palpitare, vivere, sognare. Il sogno tutto rossonero di una notte di mezza estate.
