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CLICCA QUI e aggiungici alle Fonti Preferite di Google sul Foggia CalcioAll’indomani di ogni tempesta si quantificano i danni e i contano i superstiti. Ebbene, ieri la tempesta (o tsunami) l’ha vissuta la Lega Pro, giunta al suo “capodanno” calcistico. La stagione 2015-2016, ufficialmente iniziata oggi, si apre con il lungo elenco delle iscritte inadempienti e delle pericolanti, segnate in rosso dalla segreteria della Lega Pro, in attesa che la Co.Vi.So.C. scateni la sua mannaia nella prima decade di luglio. Foggiasport24.com prova a fare chiarezza sul momento della terza serie italiana grazie alla cortesia e alla competenza di Filippo Baffa, giornalista del Corriere Fiorentino e di Radio Sportiva, esperto di carte federali e Lega Pro, ieri impegnato a seguire dalla sede di Firenze la lunga maratona delle iscrizioni. L’occasione è ghiotta per toccare tutti i temi più caldi dell’estate del calcio di periferia.
Calcioscommesse, partite vendute e crisi economica. Cosa sta succedendo al calcio italiano ed in particolare alla Lega Pro?
«Ovviamente le cose sono connesse. La Lega Pro ormai ha costi insostenibili, una società piccola per fare un campionato al minimo ha bisogno almeno di 1,5 milioni ma la fideiussione è stata addirittura abbassata (da 600 ai 400mila euro di quest’anno). Si è calcolato che l’intera Lega fattura 70 milioni ed ha costi per 150. Dividi queste cifre per le 60 squadre e fai la differenza… 1,15 di entrate medie contro 2,5 di costi per ogni club. E’ chiaro che – visto anche il momento economico del Paese – ogni anno saltino in aria tante, troppe squadre, lasciando insoluti, stipendi non pagati, ecc. E lì si infilano le tentazioni, per non dire peggio: la criminalità».
In queste ore si discute molto del caso Catania. La sentenza della giustizia sportiva potrebbe rappresentare un vero e proprio tsunami per il calcio di periferia?
«Purtroppo non è più una novità, negli ultimi anni è l’ennesimo filone di indagine. Anche se per la prima volta un presidente ammette in modo così chiaro di aver tentato di comprare partite».
Cosa rischiano i club coinvolti?
«La responsabilità diretta – che è acclarata per il Catania – prevede come pena minima la retrocessione all’ultimo posto, come sanzione massima quella comminata alla Nocerina a suo tempo… ovvero l’esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore. Realisticamente i rossazzurri dovrebbero giocare in Lega Pro con una forte penalizzazione. Per gli altri club se non verranno accertate responsabilità di dirigenti con potere di firma scatta “solo” la responsabilità oggettiva che ultimamente è stata molto attenuata soprattutto quando la combine è a perdere. Se venisse seguita l’ultima giurisprudenza patteggiando te la puoi “cavare” con 2-3 punti di penalizzazione».
Quali sono i tempi della giustizia sportiva ed entro quanto tempo potremo avere dei verdetti sul caso Catania?
«Il presidente federale Tavecchio si è esposto chiarendo che userà tutte le sue prerogative per accorciare il più possibile i tempi. Si tenga conto però che la Procura Federale lavora con risorse ristrettissime in mezzi e uomini ed è ingolfata da altri tre filoni: Cremona, Napoli e Catanzaro, oltre a Catania appunto. Per avere una sentenza almeno di secondo grado difficile nel momento attuale non si arrivi all’ultima settimana di agosto».
Lo slittamento dei campionati è ormai cosa certa e indispensabile?
«Senza dubbio. Non c’è altra possibilità».
La Federazione nel corso dell’ ultimo Consiglio ha emanato nuove regole circa i ripescaggi. In questo momento è possibile stabilire una graduatoria (seppur ufficiosa) delle aspiranti al salto in Serie B?
«Al posto del Parma è favoritissimo il Brescia. Per rimpiazzare Catania ed eventualmente Teramo, se anche in questo caso dovesse esserci condanna per responsabilità diretta in illecito le sostitute potrebbero non dover pagare la tassa a fondo perduto perché non ripescate quanto riammesse: per capirsi, se fossero condannate e retrocesse all’ultimo posto siciliani e abruzzesi nei rispettivi campionati, Entella ed Ascoli dovrebbero subentrare per classifica».
L’innalzamento a 500 mila euro del contributo a fondo perduto per i club di Serie D che ambiscono al ripescaggio rischia di essere un ostacolo quasi insormontabile. Ci sono club dilettantistici in grado di poter puntare alla prossima Lega Pro?
«I ripescaggi in Lega Pro sono fatti richiamando in alternanza una squadra retrocessa (secondo la graduatoria stilata calcolata 50% piazzamento, 25% spettatori ultimi 5 anni, 25% storia) e una della Lnd, la cui classifica è fatta in base ai play-off: quindi prima è la vincente, il Sestri levante, poi la finalista, Monopoli, la migliore e la peggiore semifinalista perdente, Taranto e Fano, la migliore perdente dei quarti, Viterbese, ecc. Ma come giustamente veniva sottolineato soprattutto per le squadre di serie D la tassa a fondo perduto delimita molto il perimetro, di fatto alle squadre che se lo possono permettere. Le finaliste play-off hanno già detto di no, il Taranto farà richiesta se andrà in porto la cessione del club, per la Viterbese dipende dalle lune di Camilli. Per ora si sono fatti avanti concretamente Seregno e Altovicentino, e ci pensano il Fondi ed il Poggibonsi».
Oggi alle 19.00 sono scaduti i termini per le iscrizioni alla prossima Lega Pro. Su 60 squadre in organico, quali sono quelle che hanno rinunciato a proporre domanda e perché?
«Il Monza perché è fallito, il Castiglione ed il Grosseto per scelta. Il primo perché si è tirato indietro uno degli sponsor, il secondo per decisione del patron Piero Camilli che pur in assenza di debiti ha detto di voler uscire dal mondo del calcio».
Delle restanti, quanti e quali club avrebbero proposto domanda incompleta esponendosi al possibile “Alt” della Co.Vi.So.C.? Quali sono i casi più difficili?
«Reggina, Varese e Barletta per gravi difficoltà economiche. Ischia, Savona e Real Vicenza che stanno trattando la cessione della società. La Lupa Castelli ha invece in ballo la fusione col Rieti. Mentre Vigor Lamezia, Martina, Paganese e Pisa sembrano situazioni risolvibili».
Il Foggia Calcio ha presentato domanda completa?
«Non dovrebbe avere alcun problema. Poi il condizionale è sempre d’obbligo visto che la Covisoc si prende fino a 10 giorni per ufficializzare».
L’abbassamento della soglia della fideiussione bancaria a prima richiesta sembra essere solo un’aspirina per una categoria malata, fortemente debilitata dalla crisi economica. Quali sono le cause principali della crisi e come si può venirne fuori?
«Ne parlavamo prima. Il momento è difficile per l’economia in generale, ed il calcio ne è uno specchio. La Lega Pro paga anche il crollo degli spettatori dovuto all’obsolescenza degli impianti e all’offerta esagerata di calcio – di ogni tipo – in tv».
Il nuovo sistema dei play off, spalmati sui tre gironi, penalizza fortemente chi vuole investire denaro per centrare la promozione. Tre club su 60 salgono in B, solo uno degli altri 57 avrà la fortuna di vincere i play off. Sono forse troppe le squadre presenti in Lega Pro?
«Decisamente. Il fatto che ogni anno termini con miriadi di segni meno in classifica per le irregolarità amministrative ne è la testimonianza. Come il fatto che regolarmente di questi periodi ci sia un’ecatombe di squadre che non riesce ad iscriversi».
Prendendo come punto di riferimento il Consiglio Federale di metà luglio, quando pensi saranno resi noti i gironi della prossima Lega Pro?
«Il Cf è fissato per il 17, da lì si apre la strada ad eventuali ripescaggi, ma anche riammissioni che devono tener conto anche delle possibili retrocessioni per calcio scommesse (Teramo, Torres, Barletta – se si salverà – e, forse, L’Aquila, potrebbero essere quelle a rischio). E’ davvero difficile in questo momento ipotizzare una data».
Quale sarà l’orientamento della Lega Pro nell’allestimento degli organici? Prevarrà il criterio meramente geografico oppure non è da escludere un ritorno ai gironi misti tra club del Nord e del Sud?
«Dovrebbe essere confermata l’opzione geografica in prima battuta che consente forti risparmi alle società sulle trasferte e maggiori incassi grazie ai tanti derby».
Quali sono le squadre che punteranno al salto di categoria nella prossima stagione e quali le possibili sorprese.
«Ora a ranghi ancora incompleti e col mercato che è appena cominciato (ci saranno un sacco di giocatori svincolati tra poco…) è complicato fare pronostici. Quelle che non si nascondono per ora mi sembrano Pavia, Alessandria, Ascoli (se non sarà in B), Benevento, Lecce… e Foggia!».
Cosa pensi del Foggia di De Zerbi?
«Come detto sugli organici non mi voglio ancora sbilanciare. Sul tecnico sì, perché so che hanno pensato a lui anche in serie A. Ad Empoli lo tenevano in considerazione come sostituto di Sarri, e i dirigenti azzurri mi pare abbiano un buon occhio».
