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19 Maggio 2026
Serie B

Ninni Corda: “A Barletta anche Mou avrebbe avuto problemi. Ho chiarito tutto con i tifosi, ci son situazioni peggiori della nostra”

Dopo una giornata lunghissima e difficile, il neo-tecnico del Barletta, Ninni Corda, ha ancora la forza di rispondere di buon grado alle domande postegli in esclusiva da TuttoLegaPro.com. La situazione del club pugliese, ma non solo, tra gli argomenti della conversazione.

Dopo due ottime annate a Savona come mai ha scelto Barletta? Non è un mistero che il club pugliese viva un grande momento di difficoltà…

“Son venuto in Puglia perché questa piazza è straordinaria, Barletta è una bellissima città con dei tifosi caldissimi. A tal proposito vi rivelo che ho già parlato con i capi ultrà questa sera in albergo: ci sono stati chiarimenti importanti ma non ne avevo dubbi perché avevano già preso informazioni su di me con i tifosi del Como e del Savona. La mia speranza è che riescano a volermi bene: sono diventato un idolo per savonesi e comaschi, mi auguro di poterlo diventare anche per gli sportivi barlettani”.

Un inizio non facile. Stamattina è dovuta intervenire anche la Polizia (LEGGI QUI)…

“Per la situazione ambientale che c’era anche se fosse arrivato Mourinho ci sarebbero stati problemi. Figurarsi quando stamattina è arrivato il Mourinho dei poveri (ride NdR). Sono sicuro riuscirò a farmi apprezzare”.

I tifosi hanno paura che la società possa sparire. Lei che ne pensa?

“Ho avuto garanzie che ci saranno miglioramenti a breve. A Savona non presi un euro insieme alla squadra per otto mesi. Qui a Barletta la situazione è nettamente migliore, ci potrebbero essere nuovi innesti in società. E’ naturale che bisogna migliorare tutto il più velocemente possibile perché i giocatori devono avere certezze.
Ho firmato un biennale e sono convinto di ciò: non avrebbe senso firmare per due stagioni sapendo di fallire o retrocedere. Sul primo punto dico che ci sono situazioni molto peggiori rispetto a quella di Barletta, sul secondo punto dobbiam fare attenzione perché la penalizzazione non ci farà dormire sonni tranquilli”.

In mezzo a tanto caos forse non tutti si ricordano che alle 18 affronterete la Paganese…

“Ho parlato più di un’ora con la squadra. Sono professionisti seri e infatti il loro primo pensiero è stato il match salvezza di domani. Son rimasto colpito in maniera positiva da loro e posso dire di esser stato accolto bene. Sarebbe bello regalare una gioia ai nostri tifosi”.

Eppure fino a due settimane fa sembrava a un passo da L’Aquila…

“Inutile stare a parlare del passato. Non voglio mancare di rispetto a nessuno anche perché c’è un allenatore valido in quella piazza. I contatti erano veri ma non mi interessa più nulla. Ora nella mia mente c’è solo il Barletta”.

A proposito di Barletta, lei è famoso per operare come i manager inglesi, scegliendo personalmente i giocatori. Eppure è approdato in biancorosso a mercato chiuso. Sarà un problema?

“Ad Alghero subentrai in C2 da ultimi in classifica con 4 punti in 13 partite. Ci salvammo senza i play-out: ho fatto bene anche entrando in corsa. E poi qui mancano nove partite, non c’è nemmeno il tempo di pensare ad altri giocatori anche se posso dirvi che vorrei confermare questo gruppo anche il prossimo anno. La squadra, come singoli, meriterebbe una classifica superiore”.

Sarà la sua prima volta nel girone meridionale. Come sarà quest’esperienza?

“Sono un passionale, sono sardo e quindi mi ritengo un uomo del sud. E’ sempre stato un sogno lavorare al meridione, in piazze che sento mie come questa. Non sono un tipo freddo e non voglio che nemmeno la piazza lo sia. Diverse squadre mi avevano contattato ma erano o piccole o fredde, per questo ho preferito declinare”.

Senza squadra fino ad ora, però, non sembra molto normale visto il suo curriculum…

“Il calcio è un po’ strano, la meritocrazia nel nostro Paese non è la priorità. Non solo nel calcio ma in tutto: per questo l’Italia sta soffrendo”.

Intanto la sua ex squadra è in crisi e rischia la retrocessione in Serie D…

“Vedere il Savona nei bassifondi della classifica mi fa piangere il cuore pensando ai tre anni meravigliosi passati lì. La gente di Savona non lo merita e non lo dico solo per piaggeria: ho preso casa a Savona perché mi piace come ambiente. Avremmo potuto portare avanti un bel progetto ma purtroppo non è stato così”.

Chiusura sul caso Parma. Lei che ha collaborato molto con la società emiliana, cosa pensa di tutta questa situazione?

“Mi è dispiaciuto molto constatare che quando la nave affonda i topi scappano. Non mi è piaciuto vedere il grande accanimento contro il direttore Pietro Leonardi. Io non rinnegherò mai la nostra amicizia, sarò sempre suo amico soprattutto nei momenti di difficoltà. Moltissima gente gli ha voltato le spalle, io non lo farò mai”.

fonte: tuttolegapro

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