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30 Novembre 2022
Blog Cuore Rossonero

Foggia, sbraniamo i lupi per mantenere viva la speranza

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DI PEPPINO BALDASSARRE – A differenza del grande Caio Giulio Cesare, le Idi di marzo non sono state fatali ad un altro grande: Roberto De Zerbi. Il FOGGIA ha battuto il Messina, lo ha fatto dopo 25 campionati allo Zaccheria, anche se le vittorie peloritane sono state solo 3 in questo arco di tempo. Piccola curiosità nell’ultima vittoria Signori segnò sotto la Sud nel primo tempo, poi le volte successive è stato il Messina ad attaccare sotto la Sud nei primi 45 minuti. La flebile speranza di qualificazione è ancora in essere. Diciamo subito che poco importa che il Matera abbia espugnato Salerno. Noi andiamo controcorrente e diciamo meglio così, perché adesso Salernitana e Benevento non possono né distrarsi, né essere improvvisamente generosi (Nocerina di Auteri docet) con nessuno.

Il guaio è un altro invece. Sono 24 i punti a disposizione e 6 da recuperare sulla quarta posizione. Cioè loro hanno già un quarto del bottino nel carniere. Ammesso e non concesso che si battano in casa Juve Stabia e Casertana, i punti da colmare scenderebbero a 3 con 6 gare da disputare e 18 punti a disposizione, loro avrebbero ancora un terzo dei punti nel carniere. Non dimentichiamo che due trasferte si chiamano Matera e Lecce, dove pareggiare sarà un’impresa, pertanto ecco che il FOGGIA dovrà compiere un miracolo vincendo tutte le restanti gare con squadre che in classifica sono sotto. Una cosa è certa la permanenza in Lega Pro col Savoia sub judice è ormai matematica. Aversa e Messina non possono superare il FOGGIA che ha migliore classifica avulsa, mentre il Savoia penalizzato in pectore non lo può nemmeno raggiungere.Complimenti al neopromosso FOGGIA salvatosi addirittura nell’ultima domenica d’inverno.

Prossimo traguardo qualificazione Coppa Italia maggiore, in modo che ad agosto non ci sarà un altro Melfi a farci fuori da Coppa di Lega Pro. Voi direte a meno che….A meno che niente arrivi quarto, pareggi a Novara sei fuori è molto semplice. Gerbo ci manca, la panchina è corta, le figuracce di Torre Annunziata e Catanzaro non sono lontane nel tempo. Tanti applausi al FOGGIA salvo ancor prima dell’arrivo della primavera, ma lo squallido girone di andata casalingo con Lecce eccezione che conferma la regola e lo squallidissimo girone di ritorno esterno, Salerno esclusa… anche qui eccezione che conferma la regola, sono la vera causa del treno perso a meno che non ci aggrappiamo con l’ombrello al predellino…

Persino con Ischia e Messina prima di asfaltarle entrambe si è sofferto ad inizio gara, finché al trentesimo angolo o giù di lì in 3 gare lo schema non è riuscito e Sarno non l’ha messa dentro, poi ha raddoppiato da campione capendo finalmente, ci auguriamo, quanto sia importante passare la palla ai compagni o riceverla in velocità. Sono 9 le reti dello scugnizzo, 9 come Shalimov e Stroppa le mezze ali più forti di sempre. Il tridente è a quota 30: 12 Iemmello e 9 reti ciascuno Cavallaro e Sarno. Se pensiamo che con 39 reti in 2 Sau ed Insigne arrivarono 20 punti dietro la Nocerina, capiamo che non ci siamo ancora. Ora andiamo nell’agro pontino, con la speranza di sbranare i figli della Lupa, è l’unico modo per alimentare quello che non è più un sogno, ma solo una flebile speranza. Anche la media punti di 1,66 calcolata per eccesso sui 50 presi sul campo non ci incoraggia granchè. Vedremo.

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