Titolo forte quello di questa settimana per i “Dietro la lavagna” di TLP, l’angolo dove ogni mercoledì mattina andiamo a “punire” i peggiori dell’ultimo turno di campionato. Di materiale la giornata ce ne ha dato tanto, ma sono le solite note a subìre quest’onta. Il blasone è un’arma a doppio taglio che ha il difetto di far male in modo letale se utilizzato nella maniera sbagliata.
Strettamente personale:
E così è venuta fuori una sospetta “combine” che era stata organizzata prima di Monza-Torres (disputata il 17 dicembre 2014 e terminata sul punteggio di 3-0 a favore dei brianzoli, ndr) che ha visto coinvolto un giocatore dei lombardi, contattato tramite un social network per “aggiustare” la partita a favore dei sardi.
Quest’ultimo ha subito informato i vertici del suo club che hanno subito avvisato gli organi competenti. La Procura Federale vuol vederci chiaro e siamo i primi a volere che tutto venga a galla e se qualcuno ha fatto qualcosa di illecito, paghi.
Ad uno sguardo approssimativo ci sono dei risultati che hanno un non so che di anomalo, ma vogliamo pensare che sia tutto regolare e che siano solo dubbi di chi in questo paese ne ha viste di tutti i colori. Come abbiamo detto in altre circostanze: speriamo di sbagliarci, ma chi deve vigilare apra gli occhi. Anzi, li spalanchi.
> Lecce:
Tre successi di fila giusto per far esaltare la tifoseria e riavvicinare qualche scettico: sono bastati due ko consecutivi (Salernitana e Cosenza) per rigettare nella depressione l’ambiente leccese.
La sconfitta di misura a Caserta era stata riscattata con il successo di carattere contro la Juve Stabia. Ma come in tutte le incompiute, il momento della maturità arriva e quando te lo trovi davanti non sei pronto e getti alle ortiche qualche flebile motivo di ottimismo e la sconfitta di domenica a Cosenza ne è l’emblema. Oltre ala risultato negativo c’è da aggiungere una prova scialba contro un avversario che ha controllato senza difficoltà le (presunte) bocche da fuoco giallorosse.
Il Lecce quest’anno ha già cambiato tre allenatori e Bollini è l’ultimo di una lista infinita, nella convinzione dei Tesoro che basti cambiare il direttore d’orchestra per cambiare la musica.
LA GRANDE TRISTEZZA
> Maurizio Lanzaro (Salernitana):
La sicurezza, nel calcio come nella vita, ha bisogno di una buona dose di attenzione per evitare brutte figure. Come è capitato a Maurizio Lanzaro, giocatore della Salernitana che da più di quindici anni naviga nel mondo del calcio. La sua topica finale nella gara contro il Matera nel posticipo di due giorni fa è costata un pareggio che a fine stagione si sarebbe potuto rivelare decisivo, permettendo a Diop di beffare Gori.
Rimane inspiegabile la sua immobilità nei secondi finali di un recupero che era giunto alla fine (erano stati decretati quattro minuti dal direttore di gara) e avrebbe consentito ai granata di tenere la prima posizione solitaria, ora nuovamente condivisa con un Benevento che a Lamezia ha ritrovato la via del gol e del successo.
UNA BRUTTA FACCENDA
fonte: tuttolegapro
