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28 Gennaio 2023
Blog Cuore Rossonero

Chapeau a De Zerbi per il “mea culpa”, ora tocca ai calciatori…

DI PEPPINO BALDASSARRE – Almeno a Martina si è perso con onore. Non c’è paragone, infatti, con la “fetida ruina”, così la chiamerebbe il D’Annunzio, andata in scena col Barletta. Per 50 minuti il peggior FOGGIA dell’annata, per i successivi 40 il FOGGIA più bello, capace di tirare almeno 7 volte in porta su azione manovrata e di colpire 2 pali. Chiariamoci, i legni vanno riportati per dovere di cronaca perchè i legni della nostra porta ci hanno aiutato con Juve Stabia, Casertana e Lecce. Purtroppo questa sconfitta ce l’ha sulla coscienza Roberto De Zerbi, quoque tu! Proprio la LUCE si è fulminata! Alcune scelte sono state semplicemente inopportune e la controprova c’è stata con le sostituzioni effettuate.

Capitolo uno: manca Gerbo? Non comprendiamo, eccezion fatta solo per il fatto che un allenatore vive l’intera settimana con i suoi ragazzi, il mancato utilizzo di D’Allocco che non sarà, giammai, un Tardelli o un Oriali ma che ha contribuito tantissimo a far decollare il FOGGIA e che aveva già sostituito egregiamente il torinese. Per mettere Sainz Maza? Già all’andata, proprio col Martina, aveva perso palloni importanti. Fuor di metafora: da CHI è stato preso, PERCHE’ è stato preso e per fare un favore A CHI è stato preso, visto che è acclarato che Di Bari e De Zerbi hanno avallato la scelta a cose fatte. Se Di Bari è il ministro degli esteri, quale sottosegretario si è preso la briga di ingaggiare il catalano, principale imputato della “fetida ruina”? Intanto ” i ciucce fanne allite e i varile se sfascene”….Capitolo due: Bencivenga. Qui De Zerbi non ha colpa alcuna. Il titolare è lui ma quest’anno ha deluso parecchio. Di quelle poche reti subite in trasferta, almeno tre sono frutto di errori di Bencivenga. Cominciamo a scocciarci un tantinello. Capitolo tre: Leonetti o Cavallaro? Candidamente dobbiamo ammettere che Cavallaro non sta giocando ai livelli dello scorso anno. Oltre a segnare di meno, salta l’uomo in percentuale minore ed a volte si intestardisce ma non dimentichiamo che spesso ripiega sulla linea dei terzini e lo fa egregiamente. A Leonetti nessuno disconosce l’impresa di Pagani, la rete con la Lupa Roma e tutte le sue nove reti in totale, che erano undici ma, a tavolino, un 2-4 trasformato in 0-3 gli fece perdere due marcature. Apriamo e chiudiamo parentesi: di tavolino odierno qui non se ne è parlato, se ne parlerà solo se ciò avverrà. Dicevamo di Leonetti. Orbene se De Zerbi avesse solo studiato la storia del FOGGIA, avrebbe imparato che Leonetti dopo ogni sua prestazione, da homen nomen, la domenica successiva non ha toccato palla. A Martina ciò si è puntualmente verificato! Inoltre, Iemmello è tornato ad essere pericoloso nei minuti finali quando ha ricominciato a giuocare da centrattacco, mentre Cavallaro ha fatto notevolmente aumentare il tasso di pericolosità del FOGGIA. Questi sono i fatti. I commenti stavolta li lasciamo a chi ci legge.

Pensiamo al Cosenza ed a prendere i tre punti. L’ipotecata salvezza non è ancora aritmetica, +14 è il vantaggio, 18 sono le gare da disputare, di questo passo basterebbero altre 14 gare per festeggiare. Siccome, però, nessuno pensa più alla semplice permanenza e siccome al giro di boa, seppur di poco, il FOGGIA era fuori dagli spareggi, notiamo che per migliorare il FOGGIA avrebbe avuto bisogno di fare il pieno di punti nelle prime gare. Infatti all’andata, nelle prime 6 gare, ottenne solo 7 dei 18 punti a disposizione. Quindi doveva migliorare proprio in quel primo segmento del ritorno. Invece ha miseramente perso contro l’unica squadra che all’andata aveva battuto. Tanto bello quanto inutile è stato il capolavoro di Gigliotti. Ora è a 5 reti nella classifica marcatori di sempre dove, tra gli altri, ha raggiunto un altro difensore che segnava anche su punizione: Rosario Sasso. Con molta professionalità De Zerbi ha ammesso le proprie responsabilità, ora tocca ai giocatori prendersi le proprie e se è vero, come è vero, che a Cosenza qualcuno dei rossoblu ha fatto il furbetto, devono, sportivamente sia chiaro, fargliela pagare con gli interessi. In fondo i nostri sono forti, altrimenti non si spiegherebbero i cori ostili e gli insulti in trasferta sintomo e sinonimo di debolezza di chi li pronuncia.

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