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17 Ottobre 2026
Blog Cuore Rossonero

FOGGIA, fai il “bello di notte”

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DI PEPPINO BALDASSARRE – Siamo solo “Albergo Diurno”? Possibile che non siamo mai belli di notte? Arriverà lunedì sera e vedremo se il FOGGIA vestirà i panni del cacciatore contro lupa ed aquila rapace. Fino ad ora male in casa sotto i riflettori, almeno dal punto di vista dei risultati. Magari alcune prestazioni saranno state pure ottime come contro Salernitana e Catanzaro, poi è meglio stendere un velo pietoso su Melfi ed Aversa Normanna.

A scanso di equivoci, la Lupa Roma non è squadra di alta classifica, anzi, sul campo il FOGGIA ha totalizzato un punto in più dei capitolini quindi non sono più forti di noi. Quanto alle imprese impossibili ed inosabili, quelle sono prossime con alle porte Juve Stabia, Matera, Casertana e Lecce non ci faremo mancare niente, magari qualche misero punticino sarà bene accetto. Ma è presto per pensare a loro. Anzi il FOGGIA deve continuare a giocare spensierato come a Messina. Inutile coltivare sogni inesistenti. Lo diciamo subito “apertis verbis”. Chi pareggia in casa contro Aversa Normanna non ha neppure il diritto di nominare gli spareggi promozione. Chi non è stato capace di battere l’Aversa Normanna di Novelli (poi, come al solito, cacciato via) non può neanche pensarli gli spareggi. Che sia chiaro una volta per tutte.

Prima ci si salva, poi si vede anche quando come, in questo momento, il vantaggio di +9 è superiore al ritardo dalle prime della classe che inseguono il Benevento. Per 24 ore ci eravamo illusi di avere un vantaggio in doppia cifra ma Ugolotti e Bucaro sono come il giorno e la notte ed ecco che il Savoia l’ha fatta franca a Catanzaro. Nove punti di vantaggio, quindi, su Savoia e Barletta anche se sugli uomini di Ugolotti sarebbero 9,1 visto lo striminzito 1-0 dell’andata mentre, nonostante l’intensa preparazione pre-campionato con Venitucci a saltare pure sul palco della presentazione per tenersi in forma, gli ofantini sono a meno 9. Pertanto discorso classifica chiuso. Solo a salvezza avvenuta si potrà valutare il resto, ora no. Aversa: zitti e a testa bassa tutti, noi per primi!

A Messina, invece, il FOGGIA è stato fantastico e lo è stato in “tutte le cose visibili e invisibili”.
1) La mano invisibile di De Zerbi, quella mano che accompagnava il FOGGIA durante gli ultimi 10 minuti tra zona Cesarini e recupero nella metà campo avversaria a pressare ed a guadagnare punizioni, quella mano che portava 3 o 4 uomini in maglia rossonera a rifugiarsi verso il muro invisibile della linea del fallo laterale sempre nella metà campo giallorossa ed in un fazzoletto di terreno con la palla che rimaneva sempre lì, lontanissima da Narciso. In tanti anni mai vista una cosa simile! Meravigliosa! In tanti anni, in ogni angolo dell’orbe terracqueo ed in qualunque categoria, chi perdeva in casa si buttava all’assedio di Fort Apache. A Messina questo non è successo perchè De Zerbi ha insegnato ai satanelli il recupero alto del pallone.
2) La mano visibilissima di Narciso: già parare su Corona è difficilissimo, figuriamoci da 3 metri, eppure non già la punta delle dita ma il palmo della mano di Narciso ha negato l’ennesima esultanza a Re Giorgio. Gli statistici raccontano come oggi De Zerbi abbia un punto in più di Zeman quattro anni fa. Lasciamo perdere paragoni irriverenti al momento verso De Zerbi imbattuto in casa e non vincente con Aversa mentre Zeman le prese dalla Lucchese e non vinse contro Foligno e Viareggio. La differenza si chiama Antonio Narciso che da solo vale molto di più di Ivanov e Santarelli messi insieme.
3) La testa di Quinto che nel cerchio di centrocampo riconquistava tutti i palloni. Ribadiamo cerchio di centrocampo e non lunetta propria area di rigore “caspiterina!”. Per ora Marcello è tornato al 7 in pagella. Lo ripetiamo ancora una volta: il giorno in cui tutto il FOGGIA giocherà da 6, cioè non combinerà guai e solo Quinto e Cavallaro giocheranno da 8, il FOGGIA sarà in grado di battere tutta la Lega Pro in casa e fuori casa e riuscirebbe persino a pareggiare con Latina, Pescara, Crotone e Vicenza.
4) Il piede di D’Allocco che ha chiuso felicemente una manovra in spazi stretti di Sarno e Cavallaro. A proposito di Sarno, non è più amarena, non è ancora ciliegia ferrovia, noi lo vorremmo e lo stiamo aspettando, addirittura, in veste di marasca dalmata, se si applica ci riesce!
5) La grande prestazione di tutto il resto della squadra non nominato testé. Vincere a Messina è una grande gioia. Lo scorso anno a FOGGIA furono scorretti gettando in campo a gioco fermo due palloni per ritardare la ripresa del gioco. A fine gara Grassadonia non sapeva che dire.

Ora, però, pensiamo ad affrontare la Lupa Roma senza Gerbo, sarà una costante per tutto il 2014, e senza Quinto, sarà una variabile per tutta l’andata, solo 8 o 9 undicesimi titolari in campo causa innumerevoli diffide pendenti. Sicurella dovrebbe scendere in campo. Schierato al posto di Quinto svolgerà il compitino, schierato mezz’ala potrebbe dare il giusto cambio di passo al centrocampo rossonero con Agnelli davanti alla difesa a dare più sicurezza alla terza linea. Crediamo che De Zerbi opterà per la prima ipotesi.

Quando era in silenzio stampa, in un colloquio privato, Ugolotti ci disse che per un allenatore è sempre meglio non rischiare con una o due pedine fuori ruolo naturale. Bisogna vincere per sfatare il tabù dei riflettori, bisogna vincere soprattutto perchè fino alla fine dell’andata, oltre a lunedì sera, abbiamo solo un’altra possibilità di uscire dal terreno di giuoco con i tre punti e le braccia alzate.

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