8 Febbraio 2026
Foggia Calcio

Foggia, De Zerbi fa più punti di Zeman «Ma non sono soddisfatto, voglio di più»

Stagioni di C1 a confronto, il saldo attivo a favore del primo. Il nuovo tecnico: amo il possesso palla, mi ispiro a Marino
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FOGGIA — Segue i consigli di Pasquale Marino, scruta Pep Guardiola e supera Zdenek Zeman. Roberto De Zerbi prova a bruciare le tappe della sua nuova carriera di tecnico, battendo il boemo diciotto punti a quindici, nel raffronto tra le prime undici giornate della stagione in corso e quelle del 2010-11 (il ritorno di Zemanlandia). Torna a far fremere Foggia, dodici anni dopo la promozione in C1, ottenuta a suon di gol e assist nei panni di calciatore, svestiti ormai da quasi un anno. Agli inizi dello scorso dicembre, infatti, prese in mano le redini del Darfo Boario in Serie D, per poi approdare sulla panchina rossonera la scorsa estate.

A distanza di un anno dall’inizio della carriera di tecnico qual è il bilancio di Roberto De Zerbi e del suo Foggia? 
«Sicuramente buono. Ho la fortuna di allenare giocatori con grandi valori tecnici e umani. Inoltre il ds Di Bari mi supporta in ogni aspetto».

Quanto è diversa la vita del tecnico da quella del calciatore?
«Tanto, ma preferisco quella del tecnico. Un tecnico pensa alla gestione dei rapporti con i calciatori, con la società e con il gruppo di lavoro che collabora con lui, dai massaggiatori ai magazzinieri».

Il suo Foggia denota un grande possesso palla, molto simile al tiki-taka spagnolo. Un retaggio dello stage con Pep Guardiola di qualche mese fa?
«No. Il possesso palla è il mio modo di vedere il calcio, dettato dalla qualità dei calciatori che ho a disposizione».

Quanto ha contribuito alla sua crescita di tecnico il rapporto con l’ex maestro Pasquale Marino?
«Tanto, mi sento spesso con lui. Mi ha trasmesso una visione del calcio propositivo, diversa da quella che hanno molti altri allenatori. Inoltre devo ringraziarlo perché ha caldeggiato il mio ingaggio a Foggia».

Diciotto punti in undici giornate in prospettiva, mantenendo questa media, porterebbero a 62 punti al termine della stagione. Mica male mantenere questo ritmo, o no? 
«No. L’obiettivo è fare tre punti ogni domenica. Non mi sento soddisfatto dei 18 punti in classifica, ne manca qualcuno. Siamo ancora noni in classifica e non abbiamo ottenuto niente. Se si vuole avere la mentalità vincente non bisogna mai fermarsi. Dobbiamo migliorare tanto».

La preoccupa la rosa corta? L’infortunio di Gerbo e la squalifica di Quinto hanno fatto scattare l’emergenza a centrocampo. 
«Non amo gestire una rosa lunga, per adesso va bene così com’è. Chi giocherà al posto degli assenti si farà trovare pronto».

Cos’altro si può migliorare di questo Foggia? 
«Tanto. Facciamo tanto possesso palla ma tiriamo poco in porta. Dobbiamo migliorare negli ultimi 25 metri, aiutare i nostri attaccanti a fare gol».

Ritrova la prima divisione dopo molti anni, è cambiata?
«Difficile fare paragoni. La trovo molto livellata, nessuno può permettersi di affrontare un avversario sotto gamba. Serve sempre il massimo della concentrazione».

Come ha ritrovato Foggia?
«Sono legato tantissimo alla città. La trovo bella, nonostante i tanti problemi che ha. Rispetto a prima ho trovato uno stadio diverso, peggiorato. Quando giocavo c’era più entusiasmo e partecipazione ma la crisi ha influito anche sul numero delle presenze sugli spalti. Il mio primo obiettivo è quello di riempire nuovamente lo Zaccheria. Ho parlato del pubblico di Foggia ai miei calciatori il primo giorno di ritiro. Ho detto loro che qui accade qualcosa di diverso rispetto alle altre piazze. All’inizio i calciatori devono trascinare la gente allo stadio, ma quando la gente ti segue è lei che ti trascina. Voglio rimettere in moto questa giostra»

FONTE – Corriere del Mezzogiorno – Domenico Carella

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