13.9 C
Foggia
1 Febbraio 2023
Foggia Calcio

Il prossimo avversario. Notizie da Salerno…

Ginestra: il Cobra delude nella prima partita da titolare

Il Melfi di Bitetto è riuscito ad imbrigliare i granata e per un non nulla ha sfiorato l’impresa nel principe degli stadi. Il trio Fella, Caturano, Tortori ha mandato in tilt l’intero pacchetto arretrato campano. Non si può dire la stessa cosa per il roster offensivo granata, che ha trovato molte difficoltà. Ciro Ginestra non ha inciso sul match ed ha fallito la chance concessa da mister Menichini, che lo ha buttato nella mischia dal primo minuto, vista l’emergenza che si è creata nel reparto offensivo. Il Cobra non ha ricevuto molti palloni giocabili, ma nell’unica occasione che ha avuto, a 10 minuti dal termine, non è stato lucido e non ha avuto il fiuto del gol che da tanti anni lo contraddistingue. Non è riuscito ad arpionare i palloni che capitavano nella sua zona, perdendo quasi tutti i duelli aerei dalla cintola in su. Purtroppo sabato, Ginestra, ha steccato l’occasione per rilanciarsi e per lui si profila un ruolo sempre piu’ secondario nel progetto tattico di Menichini.

fonte: tuttosalernitana

Foggia-Salernitana, i precedenti: bilancio a favore dei rossoneri. Quando Colomba espugnò uno Zaccheria tinto di granata…

Sono venti i precedenti in Puglia tra Foggia e Salernitana tra campionato e coppa Italia, con un bilancio nettamente a favore dei rossoneri e tante sconfitte memorabili per i colori granata. I numeri parlano di 3 vittorie, 4 pareggi e ben 13 ko (due in coppa, undici in regular season), dati che diventano ancora più negativi se si prendono in considerazione le sfide delle stagioni 58-59, 59-60 e 60-61, quando i rossoneri avevano una denominazione diversa e riuscirono a prevalere nettamente in tutti e tre i confronti. Anche il computo dei gol segnati e subiti è a favore del Foggia, che conduce per 33 a 13 anche grazie alla capacità di mantenere inviolata la propria porta in ben 12 occasioni. Il primo match in assoluto è storia del campionato 1929-30, con i padroni di casa che ribaltarono l’iniziale svantaggio targato Cazzaniga imponendosi per 3-1: a segno Marchioneschi con una doppietta e Vecchi, con gli ospiti che rischiarono in diverse circostanze di subire il poker. Tra il 1932 ed il 1940 la Salernitana collezionò 4 risultati utili consecutivi: dapprima un pareggio per 1-1, poi una grande vittoria per 3-0 (doppietta di Lazzarini e Pucinelli in avvio di gara), pari ad occhiali e successo per 2-1, con autogol di e Meo e bel gol di Zavatti. Dopo il ko per 1-0 post guerra Mondiale, Foggia e Salernitana si ritrovarono contro nella stagione 1979-80 ed i pugliesi vinsero per 1-0: decisivo Petruzzelli, ma gli ospiti avrebbero meritato il pareggio per la gran mole di gioco prodotta soprattutto nei secondi 45 minuti, con una traversa ed un paio di miracolosi interventi del portiere avversario.

Nell’83-84 stava andando in scena una clamorosa rimonta: sopra di tre reti, il Foggia subì due gol in zona recupero ad opera dei granata Cavestro e Tinti, prima di un forcing finale che non permetterà alla Salernitana di portare a casa un pareggio insperato. Dopo due 0-0 consecutivi, il Foggia di conferma implacabile e fa valere la legge dello “Zaccheria”: 3-1 nell’annata 86-87 (doppietta di Rossi e gol di Fratena, per i campani a segno Rizzo), 2-0 nel campionato successivo (Barbuti ed autogol di Di Battista), 2-0 nell’88-89 (ancora Fratena e Marchetti) ed umiliante 4-0 in B nel 1990, con lo show di Baiano e Signori ed uno stadio gremito in ogni ordine di posto. L’ultima vittoria della Salernitana ha un sapore davvero speciale, con un giovane Colomba che vinse per 3-1 a Foggia al termine di una partita ricca di polemiche, con un arbitraggio contestato e con un’invasione finale da parte di alcuni sostenitori foggiani. A decidere la gara furono Ricchetti, con un bellissimo pallonetto, e Logarzo con una doppietta su calcio di rigore, 3 punti che avvicinarono la Salernitana alle zone altissime della classifica. Gli anni 90, tuttavia, si chiusero con due sconfitte di fila ed entrambe con il risultato di 2-0; clamoroso ed inaspettato quanto accadde nel 1997-98, con il Foggia che inflisse la prima sconfitta stagionale all’armata di Delio Rossi imbattuta da 17 gare e capolista in solitaria. Un rigore di Chianese ed un destro vincente di Franceschini, abbinati ai miracoli del portiere Roma, permisero ai ragazzi di Caso di portare a casa l’intera posta in palio, per la rabbia ed il dispiacere dei cinquemila tifosi assiepati nel settore ospiti. Nell’ultimo precedente, infine, il Foggia rifilò tre reti alla Salernitana Calcio di Lombardi, in crisi di gioco e di risultati e con tanti calciatori apparsi nervosi (noto il battibecco tra Ferraro e Magliocco). A bersaglio Pecchia, Salgado e Chiaretti, si ricorda con un pizzico di malinconia l’amarcord del portiere della Salernitana Franco Mancini, che in Puglia ha scritto indelebili pagine di storia.

fonte: granatissimi

Lavoro atletico alla ripresa

Sono ripresi questo pomeriggio gli allenamenti della Salernitana al campo “Volpe”. Gli uomini di Leonardo Menichini hanno aperto la seduta con una fase di riscaldamento a secco seguita da un lavoro tecnico e atletico.

Michele Franco, Ettore Mendicino, Luigi Pezzella e Alessandro Tuia hanno svolto lavoro atletico differenziato.

Denilson Gabionetta e Trevor Trevisan si sono sottoposti a seduta fisioterapica.

La preparazione dei granata riprenderà domani alle ore 10:00 allo Stadio “Arechi”. La seduta di allenamento si svolgerà a porte chiuse.

fonte: ussalernitana1919

Il San Vito batte l’Arechi, ma Salerno è quarta in serie B. In 5mila per Chievo-Empoli

Quasi 26mila spettatori hanno affollato il principe degli stadi in queste prime tre partite casalinghe stagionali, malgrado orari differenti, prezzi un pò più alti dell’anno scorso in quasi tutti i settori ad avversari non certo blasonati. Dai 10mila di Salernitana-Cosenza si è passati agli 8000 di Salernitana-Aversa Normanna ed ai 7600 di Salernitana-Melfi, numeri importantissimi per la categoria e che hanno suscitato l’entusiasmo di una società che, mai come quest’anno, confida molto nel fattore tifo per vincere il campionato. Sorride anche il dato del botteghino: se gli abbonati sono 2950 (quasi duemila in meno dell’anno scorso), i paganti sono stati circa 18mila, con incassi non di poco conto per un club di terza serie che vede nel botteghino la fonte di guadagno principale, molto più influente rispetto alle sponsorizzazioni. Tornando al dato prettamente numerico, l’Arechi, in Lega Pro, si colloca al secondo posto nel week end appena trascorso: i 10mila di Cosenza-Catanzaro, derby attesissimo giocato di domenica pomeriggio, battono i 7600 di Salernitana-Melfi, ma la media spettatori del girone C è tutta a favore degli amanti del cavalluccio. Terzo gradino del podio per i 6000 di Matera-Lupa Roma, mentre deludono i dati del Via del Mare di Lecce (poco più di 4000 tifosi) e del “Vigorito” di Benevento (circa 3000 tra paganti ed abbonati), piazze che in passato vantavano un seguito ben più nutrito sia in casa, sia in trasferta. Salerno si colloca al quarto posto in B dietro due squadre retrocesse dalla A e la capolista: a Catania erano in 14mila, a Bologna 9000, a Perugia 10200 per un club primo in classifica ed imbattuto. La Salernitana, dunque, batte Crotone, Avellino, Latina, Modena, Vercelli, Varese, Virtus Entella e Lanciano e addirittura il Chievo in A: erano in 5mila per la sfida salvezza contro l’Empoli, appena 4000 in più per Sassuolo-Napoli. La media spettatori dell’Arechi, dopo tre giornate, per quanto importante è inferiore a quella dell’anno scorso: furono 32mila circa i tifosi che seguirono le sfide con Lecce, Pontedera e L’Aquila, con una base di abbonati diversa ed il pienone per la sfida contro i giallorossi.

fonte: granatissimi

Primo ko, retrocessione, festa promozione, Bak e Chianese: nel 97-98 quanti intrecci tra Foggia e Salerno

Dopo il Cosenza, la Salernitana affronterà un altro avversario blasonato e che riporta alla mente sfide epiche ed aneddoti indimenticabili per tutti gli amanti delle statistiche e del cavalluccio marino. Numerosi incroci e curiosità riguardano l’annata 1997-98, quella del ritorno in panchina di Delio Rossi dopo le numerose polemiche che avevano contraddistinto il suo addio appena due stagioni prima, quando decise di trasferirsi proprio a Foggia. Al termine di un girone d’andata strepitoso ed indimenticabile, la Salernitana si presentò in Puglia con una striscia di 17 risultati utili consecutivi, imbattuta, con il miglior attacco, una delle migliori difese ed il primo posto in classifica a +4 dal Venezia. I rossoneri di caso, sempre temibili tra le mura amiche, chiamarono a raccolta i tifosi, ma metà stadio era gremito dai sostenitori granata, un settore ospiti gremito in ogni ordine di posto e che diede spettacolo per 95 minuti. Complice anche l’assenza di capitan Breda, la Salernitana perse la prima partita in campionato con il risultato di 2-0: decisivo un rigore trasformato da Chianese (concesso da Rodomonti per un fallo molto dubbio, lo stesso fischietto abruzzese penalizzerà i granata l’anno dopo nella famosa sfida di Milano contro l’Inter) ed un colpo di testa di Daniele Franceschini a metà ripresa, con il centrocampista bravo a sfruttare un’uscita a vuoto di Balli. Fu, però, la gara di Flavio Roma che, un pò come Gori sabato scorso, riuscì a compiere almeno sei parate miracolose, vincendo nettamente il duello a distanza con Marco Di Vaio.

La vendetta si consumò 4 mesi dopo, quando il Foggia venne all’Arechi con l’obbligo di vincere per evitare la retrocessione aritmetica. La Salernitana, già promossa, fu accolta da due meravigliose coreografie e non fece sconti all’avversario, trovando il vantaggio già dopo 120 secondi grazie ad Ivan Franceschini. Un paio di miracoli di Roma ed Ivan fecero da preludio ad un secondo tempo scoppiettante: immediato raddoppio di Breda, gol della bandiera di Chianese, 2-2 annullato a Di Michele per un fuorigioco dubbio, eurogol di De Cesare per il 3-1, immediato 3-2 di Vukoja e miracolo finale di Ivan a blinare l’ennesima vittoria dei granata. Il post partita fu indimenticabile: mentre i 300 foggiani si disperavano per la retrocessione matematica, in città scoppiava quella festa rinviata un mese prima per rispetto delle vittime della tragedia di Sarno. In centinaia salutarono i calciatori al Parco Arbostella, decine di migliaia furono i tifosi che invasero le strade cittadine in segno di festa. Sin da quel giorno, però, la società pensava al futuro e proprio dal Foggia arrivarono molti calciatori: il difensore centrale Monaco, il centrocampista Lennart Bak, “mister 7 miliardi” Vincenzo Chianese, l’attaccante Vukoja e, soprattutto, David Di Michele, l’unico a lasciare un segno a Salerno diventando l’idolo dei tifosi. Clamoroso si rivelò il flop Chianese, con il calciatore a secco per tutta la stagione e capace di sbagliare gol incredibili dalla prima all’ultima giornata, mentre Bak fu scartato subito a causa di alcuni problemi alle dita di un piede. Storie, aneddoti e racconti che sono ben custoditi negli archivi granata e nella memoria di chi ha vissuto quell’annata, la speranza è che anche la partita di sabato regali emozioni indimenticabili al cavalluccio marino.

fonte: granatissimi

Difesa ai minimi termini a causa degli infortuni, ma imbattuta da tre partite

Sono tre le partite consecutive in cui la Salernitana è riuscita a non subire gol ed a mantenere inviolata la propria porta. Questa statistica però non riesce a celare i difetti di una squadra che con l’ingresso di Lanzaro nell’undici titolare sembra aver trovato la quadratura del sistema difensivo, ma che continua a soffrire tanto contro squadre obiettivamente inferiori. Non si può, infatti, nascondere che senza un super Gori e con una squadra avversaria tecnicamente più attrezzata, sarebbe stato impossibile mantenere inviolata la porta nella gara di sabato con il Melfi. Il dato positivo, però, non va sottovalutato, in particolare in un momento, come quello attuale, nel quale la Salernitana nel reparto difensivo è ridotta ai minimi termini, visti i continui infortuni ai propri difensori, cominciando da quello di Franco per chiudere con quello di Trevisan di sabato, che ha costretto Menichini a schierare il centrocampista Castiglia nel ruolo di terzino destro. Il trend di risultati continua ad essere positivo, però la Salernitana deve continuare a lavorare e non solo per il recupero degli infortunati, ma anche per limare sempre meglio quei meccanismi e quegli equilibri, che in particolare nella gara di sabato sono sembrati deficitari, perchè come lo stesso Lanzaro ha affermato qualche giorno or sono: “I campionati di Lega Pro si vincono partendo dalla difesa”.

fonte: tuttosalernitana

Fabiani: “Chi non è mentalizzato cominci a preparare le valigie”

Quella col Melfi, è stata una prestazione che di certo non ha convinto tifosi ed addetti ai lavori, ma anche la società che attraverso le parole del direttore Angelo Fabiani ha espresso la propria amarezza per la brutta partita con la squadra di Bitetto nonostante le dichiarazioni di Lotito nell’immediato post – gara all’insegna della distensione. Il diesse granata, ha dichiarato al quotidiano “La Città”: “Non posso rimproverare alcunché a Menichini – esordisce – perché alla vigilia della partita ha fatto giuste considerazioni mandando in campo il meglio che ha potuto vedere nei due allenamenti che ci separavano dalla sfida al Melfi. Poi in campo la partita è stata a senso unico”. Il direttore prosegue: “E’ stata una partita nella quale realmente abbiamo trovato un punto. E’ chiaro che molti – più di qualcuno – dovrebbero farsi un esame di coscienza. Vedo gente mentalizzata e gente non mentalizzata. Come società, questa non mentalizzazione non passerà inosservata. Questo è un avviso ai naviganti. Se non c’è stata disfatta totale lo dobbiamo a chi – mentalizzato – ha dato fondo a tutte le proprie energie per evitare il ko. Tradire la fiducia dell’allenatore significa tradire la fiducia della società. Se l’allenatore ci passa sopra, la società no. Questa non è una critica all’allenatore che ha gestito bene. Anzi, ho parlato di fiducia che ha dato e in cambio ha ottenuto zero e non è possibile, noi non ci stiamo”. Fabiani è pronto a mandare via chi non da il massimo per la causa granata: “Chi non è mentalizzato può cominciare a preparare le valigie, altrimenti gliele preparo io. Ci sono stati infortuni, contrattempi, defezioni ed è un dato di fatto. La Salernitana, però, non è una squadra composta da undici elementi ma da ventitré-ventiquattro che sono tutti sullo stesso piano, hanno dei valori e in ossequio a quei valori tecnici devono rendere. Hanno tradito la fiducia e questo mi dà enormemente fastidio. Chi non se la sente, alza la mano e dice: ‘non me la sento, non ce la faccio’. Chi alza la mano vuol dire che se la sente, che non ha problemi di alcun genere e quindi in campo deve correre, correre, ancora correre. Se andiamo tutti in campo consapevoli di dover superare – tutti insieme – la soglia della fatica, lo facciamo di squadra e va tutto bene. Se sette-otto lo fanno e tre-quattro non lo fanno perché non mentalizzati, mettono in difficoltà la restante parte della squadra, il tecnico, la società e deludono i tifosi. Che vuoi dire ai tifosi? Pure ieri hanno incoraggiato, applaudito, encomiabili”. L’intervista si chiude con un monito: “Poche chiacchiere, poche lamentele. Noi non siamo gli zimbelli di nessuno e da oggi in poi si aprono scenari che non ho mai considerato prima”.

fonte: tuttosalernitana

Trevisan rischia lo stop di un mese. Verso il divieto trasferta per i tifosi a Foggia

Oggi si saprà l’esito degli accertamenti strumentali al difensore Trevisan per conoscere l’entità del danno muscolare al bicipite femorale destro. Si sospetta la lesione. Se fosse confermata, lo stop sarebbe di almeno un mese. E considerato che anche Tuia è out non c’è certo da stare allegri in casa granata. , Menichini spera di mettere insieme quel che resta della difesa , che seppur decimata è imbattuta da tre partite, soprattutto con Lanzaro al centro. Il tecnico spera di recuperare i Colombo e Pezzella che contro il Melfi ha dovuto far fronte all’insidia dei crampi ma ha rischiato grosso perché la Salernitana aveva concluso i cambi e il mancino ha dovuto giocare in sovraffaticamento rischiando l’infortunio muscolare. Colombo invece sarà quasi certamente disponibile a Foggia perché col Melfi ha riposato precauzionalmente.
complice l’affaticamento muscolare che l’aveva costretto a saltare la rifinitura. Quindi la difesa è fatta, Intanto domani allo stadio Zaccheria di Foggia si riunirà la commissione provinciale di vigilanza. Dovrà esprimere un parere vincolante sulla capienza del settore ospiti per il quale urgono lavori di ristrutturazione. I problemi riguardano interventi di manutenzione alla “gabbia” metallica utilizzata come deterrente al lancio di oggetti: c’è un balletto di competenze Comune-club e al momento la capienza del settore ospiti è limitata a cinquanta posti.
Senza i lavori, che sembra quassi impossibile effettuare in tre giorni, si profila un divieto di trasferta per i tifosi della Salernitana.

fonte: resport

Potrebbero interessarti:

Catanzaro, piace Curcio del Foggia Calcio

Domenico Carella

Foggia Calcio – Salernitana, i precedenti

La Redazione

Foggia Calcio, Stroppa in conferenza

La Redazione