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19 Maggio 2022
Foggia Calcio

Il Foggia dei foggiani. Il neo presidente Verile: «Che spirito i due mister, non temiamo nessuno»

Sarà un´esperienza nuova, emozionante e impegnativa, ma sono pronto a viverla al massimo delle mie possibilità».

Le parole, cariche di energia, sono quelle dell´avvocato Fabio Verile, neo presidente di un Foggia Calcio composto solo da gente indigena, chiamato a dirigere dalla scrivania per la prima volta la squadra del suo cuore. Serviranno freddezza e diplomazia, alternata alla passionalità tipica di chi ha a cuore i colori di una squadra di calcio.

«Essere il presidente del Foggia significa coronare il mio sogno di tifoso. Ho sempre avuto il calcio nel sangue, da giovane ero una discreta ala sinistra a livello dilettantistico ed ho anche militato nella Juventus San Michele. Sono un sostenitore dell´Inter e nel 2010 ero a Madrid per vedere la finale di Champions vinta contro il Bayern, ma attenzione: ogni qual volta l´Inter ha affrontato il Foggia ho avuto occhi solo per i rossoneri. La mia prima partita allo Zaccheria è stata un Foggia–Torino del ´76-77; ero in tribuna inferiore con mio padre e ricordo nitidamente la folla che mi impediva di muovermi sugli spalti. Oggi sono il presidente della mia squadra del cuore, questa nomina mi carica di responsabilità nei confronti della città e della nostra tifoseria. Ho deciso di metterci la faccia, proprio per questo voglio fare bene».

L´inizio della sua presidenza è coinciso con una serie di problematiche di difficile gestione, dall´addio del bomber Giglio, sostituito la scorsa settimana dal rampante Iemmello, alle diatribe interne tra i soci: «Sono delle difficoltà fisiologiche. L´ingresso di nuovi investitori ha comportato un periodo di assestamento e qualche piccolo problema. Ma quando noi soci ci riuniamo troviamo sempre un punto d´incontro per il bene della squadra».

Gli aspetti da salvaguardare sono due: quello economico e quello sportivo. Per quanto concerne il secondo, il presidente Verile sembra deciso sulle possibilità del suo Foggia: «Vedrete, non correremo nessun rischio. Ci salveremo senza problemi. Vi confesso che sono molto contento del duo tecnico Brescia–De Zerbi. Hanno una carica esplosiva e tanta voglia di fare bene. I ragazzi si stanno impegnando negli allenamenti e anche lo staff è entusiasta dei progressi».

I valori in campo, però, spaventano i tifosi. La prossima Lega Pro sarà un´autentica serie B2. «Per salvarci serviranno testa e gambe; non bisognerà mai abbassare il livello di concentrazione, pertanto chiederemo ai nostri calciatori sacrificio, diligenza, abnegazione e educazione. Chi non rispetta le regole va fuori. Noi siamo il Foggia e il Foggia non deve temere nessuno. Rispetteremo tutti gli avversari, questo è certo, ben consci che non esiste un´equazione esatta tra le spese pazze e i risultati nel calcio. Per ottenere risultati serve gente motivata. Quale motivazioni può mai avere un calciatore che scende dalla serie A in terza serie?».

Il Foggia ha impostato una gestione societaria diversa, ha annunciato un programma a lungo termine, addirittura quadriennale, allo scopo del ritorno in serie B, con tanto di progetto per la costruzione di un centro sportivo. «Confermo la durata del progetto e la volontà di uscire dal purgatorio della Lega Pro in favore di categorie più consone al blasone della città. Per quanto riguarda il centro sportivo non sto seguendo l´evoluzione della cosa ma è un nostro desiderio anche se al momento non c´è ancora niente di concreto».

Per realizzare un progetto così lungo e ambizioso serviranno buone basi societarie. «Con i nuovi ingressi all´interno della società c´è stato un importante salto di qualità. Per il momento possiamo dire che non ci sono problemi economici ma, per eventuali follie di mercato e per abbreviare i tempi della programmazione, rimaniamo aperti a nuovi innesti».

Il duo tecnico Brescia-De Zerbi, invece, non vede l´ora di iniziare la nuova avventura. «C´è tanta felicità e voglia di fare bene – commenta Brescia -. L´obiettivo è mantenere la categoria in un campionato che prevedo spaccato a metà tra le squadre che hanno speso di più sul mercato (e che quindi puntano alla serie B) e le squadre alla ricerca di preziosi punti salvezza. Il segreto per fare bene è trovare al più presto il nostro equilibrio di squadra».

Fonte: Domenico Carella – corriere del Mezzogiorno

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