8 Febbraio 2026
Serie B

Arzanese, sogno svanito sul più bello. Ma il ripescaggio è possibile

In tanti ci avevano creduto dopo la splendida scorribanda del girone di ritorno. Fermare l’Arzanese sembrava impossibile, quasi un reato di lesa maestà. Strapotere mentale ed esuberanza atletica andavano a braccetto alla vigilia dei play-out. Insomma, c’era tutto per arrivare fino in fondo. E’ mancata l’ultima sinfonia di una musica stupenda, quella più emozionante. L’applauso, però, è arrivato lo stesso. Perché non può essere una partita, seppur determinante, a condizionare il giudizio su una intera stagione. Che è stata commovente e a tratti travolgente. L’Arzanese ha compiuto un autentico miracolo sportivo prima di arrivare alla semifinale col Sorrento. Ultima in classifica e scaricata da larga parte della critica e degli addetti ai lavori, i biancocelesti hanno scongelato rabbia, dignità e professionalità per raggiungere un traguardo inimmaginabile solo pochi mesi fa. C’hanno creduto innanzitutto i fratelli Serrao, proprietari del club, quotidianamente connessi agli umori e alle richieste della squadra. Sempre entusiasti ed ottimisti anche quando la realtà presentava un paesaggio malinconico e crepuscolare. E poi mister Marra che ha coadiuvato con sapienza il ds Costagliola nella parziale ricostruzione dell’organico rimodulando pure idee e convinzioni dal 3-5-2 iniziale al 4-3-3 finale. Le sue motivazioni, come la capacità gestionale di Costagliola, sono state balsamo puro per i biancocelesti, a cui il preparatore atletico Tommaso Bianco ha peraltro rigenerato testa e muscoli dal giorno del suo ritorno. Un ingranaggio perfetto che non ha mai smesso di funzionare. Certo, nell’arco di 180′ caratterizzati da un ampio equilibrio tecnico-tattico, il Tuttocuoio ha meritato il trionfo. Perché ha mostrato con scioltezza e sfrontatezza una propria identità di gioco nel primo tempo dello Ianniello otto giorni fa. E per la reazione rabbiosa liberata nella ripresa del return match di ieri. Ma forse quello del club partenopeo sarà solo un arrivederci alla Lega Pro. Ciro e Umberto Serrao proporranno infatti domanda di ripescaggio. E con credenziali che poche società potranno mettere contemporaneamente sul tavolo: una società antica tanto da non essere mai fallita dal 1924 (quest’anno sono stati festeggiati i 90 anni di storia), un impianto in via di adeguamento (tra i lavori imminenti c’è l’ampliamento dello Ianniello di Frattamaggiore di altri 500 posti per metterlo a norma) e bilanci sani e rigorosi. Ma il nuovo corso biancoceleste, pur non prescindendo da Costagliola, partirà probabilmente senza Marra (promesso sposo della Casertana) e il vice Salvatore D’Angelo. Da valutare il futuro di alcuni elementi che hanno molti proseliti in Lega Pro (tra questi Ripa, pure cercato dalla Casertana e non solo, Caso, Fiory, Rizzo, Mangiacasale e Sandomenico). In caso di promozione immediata, sarebbe stato più agevole discutere con loro di programmi e strategie. Ora si vedrà. Ma l’Arzanese il suo campionato l’ha vinto. E oggi può sbandierarlo orgogliosamente e a testa alta.

fonte: tuttomercatoweb

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