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Foggia
18 Aprile 2024
Foggia Calcio

Foggia, regalami un’altra promozione

Domani il Foggia, vincendo contro il Poggibonsi, ha la possibilità di festeggiare il ritorno in prima divisione. La notizia mi provoca sensazioni piacevoli e mi risveglia ricordi bellissimi, forse perché l’ultima promozione della loro storia i rossoneri l’hanno vissuta con me nel 2002-03. Mi sento felice per i tifosi, perché a Foggia si vive di pane e pallone e la gente merita quantomeno la prima divisione, se non qualcosa in più. La promozione di quest’anno è stata facilitata dalla riforma dei campionati (ne salgono ben otto!); la mia, invece, fu un vero e proprio miracolo. Ricordo che tutto nacque nel corso della stagione precedente. Entrai allo Zaccheria per ben due volte da avversario e rimasi folgorato dal calore della gente. Nonostante la promozione in C1 ottenuta alla guida del Paternò non esitai a scendere di categoria pur di allenare in uno stadio come quello. Certo, non fu tutto rose e fiori e non mancarono i momenti difficili, come quando i programmi vennero stravolti dopo la mia firma. Partimmo a rilento, conquistando un punto in due gare ma ad Andria ci fu la svolta della stagione. All’intervallo eravamo sotto di 2 gol e io ero furibondo. Per la rabbia buttai a terra delle bottigliette d’acqua e presi a calci i borsoni, ma inavvertitamente colpii con il piede la gamba in ferro del lettino del massaggiatore. Il dolore fu fortissimo ma finsi «fantozziana» indifferenza e continuai a strigliare la squadra. In venti minuti ribaltammo la partita. Da li iniziò la nostra fantastica cavalcata e si formò un gruppo bellissimo. Ogni mercoledì prima dell’allenamento il magazziniere Dario Annecchino e il massaggiatore Lino Rabbaglietti facevano le pagelle della partita precedente. Lino, poi, imitava De Zerbi, ripetendo il gesto di sistemare i capelli dietro le orecchie prima di un rigore. Il feeling con la piazza era altissimo. Ricordo ancora il big match vinto sulla Nocerina davanti a più di 20.000 spettatori e la festa nel match promozione contro la Lodigiani. Ora, a distanza di undici anni, quella gioia sarà del Foggia di Pasquale Padalino, un ragazzo che conosco e stimo, soprattutto perché pratica il 3-4-3. Una scelta non casuale che va nella direzione del calcio propositivo e non improvvisato. Così come non dev’essere improvvisata la gestione societaria. Per il Foggia serve una dirigenza forte, capace di programmare e che creda fermamente in quello che fa. Se ci saranno tutte le componenti il Foggia potrà continuare la sua ascesa.

FIRMATO
PASQUALE MARINO

Fonte: Il corriere del Mezzogiorno – Domenico Carella

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