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19 Maggio 2022
Blog Cuore Rossonero

Vinci alla Candelora e dalla retrocessione sei “fora”…

Peppino 

DI PEPPINO BALDASSARRE – Febbraio, corto e amaro, ma il FOGGIA non può dar retta ai proverbi anche se, battendo il Tuttocuoio alla Candelora, dal pericolo retrocessione dovrebbe essere “fora”. Che sia difficile non lo ipotizziamo solo noi, lo dicono i fatti. Col Melfi non si è vinto neppure col doppio vantaggio, mentre con i toscani dovremo fare a meno del capitano Agnelli squalificato.

E’ un momento molto delicato per il campionato del FOGGIA. Volendo fare un paragone economico finanziario, siamo come chi, giocando in borsa, vede crescere in maniera esponenziale il suo capitale e poi, al primo lieve calo, comincia ad interrogarsi se sia il caso di vendere o aspettare la risalita. Purtroppo col Melfi è andata così. Primi quaranta minuti tutti lucani con i gialloverdi che sembravano essere loro ad avere i sette punti di vantaggio in classifica. Il FOGGIA ha sofferto molto, non riusciva a giocare, a venir fuori dalla propria metà campo. Padalino si è subito accorto che non era come la si era preparata, è passato a quattro in difesa, pagando dazio sulle fasce. Poi Cavallaro protagonista nel bene e nel male ha scodellato sulla testa di Colombaretti un invitante pallone che scendeva dal cielo come un fiocco di neve o come un volantino tricolore dannunziano su Vienna circa un secolo fa, cioè molto lentamente, tant’è che Colombaretti ha colpito bene la sfera mandandola in rete. Sesta rete in carriera nel FOGGIA per il marchigiano, la prima sotto la Curva Sud, visto che le altre cinque erano state realizzate o sotto la Nord o in trasferta. Al 153° posto dei cannonieri di sempre Tommaso Colombaretti ha raggiunto tra gli altri Codispoti, Crialesi, Axeldal, Menchetti, Gori, Barbuti, Luigi e Silvano Villa, Turella e Troianiello.

Il vantaggio del FOGGIA giunto su palla inattiva sblocca la situazione, in fondo in serie A dove tutti sanno tutto degli avversari, molte gare si sbloccano su azione susseguente a palla inattiva. Non solo, dopo poco arriva il raddoppio, perchè Quinto è bravissimo a smarcarsi sulla sinistra ed a battere l’estremo difensore lucano proprio allo scadere del primo tempo. Parafrasando l’ambasciatore Attolico, è un colpo che “avrebbe ammazzato un toro”. Sembrava fatta col doppio vantaggio, anzi Cavallaro prima divorava la terza rete poi peccava di egoismo non servendo uno smarcato Venitucci. Fine della gloria. Il FOGGIA si spegneva come un fiammifero. Bitetto effettuava due cambi decisivi ed il Melfi perveniva al pareggio. Caro Padalino sarai pure uno dei migliori allenatori del girone, ma è già la seconda volta che, dopo Campilongo, qualcuno ti fa il servizio. Dopo il FOGGIA, mentalmente, voleva vincere ma le gambe non c’erano più, pagavano soprattutto i primi quaranta minuti spesi a correre a vuoto e solo per rincorrere gli avversari.

Ora il vantaggio è sceso ad otto lunghezze, mancano tredici gare, ad inizio stagione non avremmo mai creduto a tanta abbondanza e forse questa è l’unica motivazione valida per farci ripartire dopo il mezzo naufragio di domenica scorsa. La difesa non si comporta bene, debole nell’uno contro uno, debole sui calci piazzati, debole persino nella corsa e poco importa se un disattento primo assistente abbia invertito la rimessa laterale dalla quale è scaturita l’azione della prima rete melfitana.

Ora arriva il rapsodico ed ondivago Tuttocuoio, autore di continue serie positive come l’attuale, ma anche negative. Una squadra che entra ed esce dalle prime otto una continuazione, peggio di come non faccia un borseggiatore professionista dalle patrie galere. Il FOGGIA non ha scusanti, non ha attenuanti, stavolta deve vincere, perchè i pareggi vanno conservati per Cosenza e Casertana e poi visto che siamo col morale sotto i tacchi solo una vittoria può essere la panacea di tutti i mali

 

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