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23 Gennaio 2022
Serie B

Pino Di Meo: “Chieti, esonero inaspettato. Mi è dispiaciuto molto”

 

Pino Di Meo, l’ex allenatore del Chieti, non riesce a credere di esser stato esonerato dalla società (in favore di Tiziano De Patre) nonostante i sacrifici da lui fatti per cercare di far rendere al meglio la squadra, che era partita in ritardo e per questo a dire dell’allenatore aveva sicuramente bisogno di essere completata. E il calciomercato è ancora aperto, quindi era sempre possibile intervenire. Ai microfoni di TuttoLegaPro.com Di Meo appare rammaricato, come non capirlo, ma coglie comunque l’occasione per augurare ogni bene alla squadra, che è stata preparata e forgiata proprio dal mister tranese. 

Avevo creato io questa squadra, riuscendo anche a compattarla e a darle un’identità di gioco, quindi non mi sarei aspettato l’esonero – spiega Di Meo – Comunque, tutto questo fa parte del calcio, la società ha preso questa decisione, anche se credo che non l’avrei meritato. Avevo chiesto alla società di intervenire sul mercato per un attaccante. Anziché mandare via l’allenatore sarebbe stato più logico prendere un attaccante, anche perché la squadra, pur avendo una difesa solida, ha un problema, che è quello di fare gol. Non è che debba essere il mister a segnare secondo me”.

Ci pare di capire che lei tenesse a proseguire la sua esperienza a Chieti…

“Certamente, sarò comunque il primo tifoso della squadra. Mi dispiace aver dovuto lasciare il gruppo, un gruppo giovane composto da persone perbene. Porterò nel mio cuore anche il ricordo dei tifosi di Chieti, soprattutto di quelli più caldi, con i quali ho avuto un bel rapporto. La squadra poi l’ho fatta io, mi sento un padre per questi giocatori”.

Il Chieti si salverà?

Lo spero. Se prenderà un attaccante, questa squadra avrà buone chances, anche se domenica scorsa i giocatori hanno sentito un po’ la pressione in campo. Purtroppo, sono rammaricato per questo esonero: avevo promesso che il Chieti sarebbe arrivato alla Divisione unica, ma non mi è stato permesso di continuare il lavoro. Purtroppo nel calcio questo accade, è quasi sempre l’allenatore a pagare”.

fonte: tuttolegapro

 

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