13.9 C
Foggia
1 Febbraio 2023
Blog Cuore Rossonero Foggia Calcio

La settimana degli addii…

PEPPINO BALDASSARRE – Quella che si chiude oggi potremmo definirla la settimana degli addii. Addio (almeno speriamo) al fanalino di coda lasciato all’Arzanese, addio alla Coppa Italia Lega Pro dove avanza il Lecce, mentre il FOGGIA rientra nottetempo con le ossa rotte, segnatamente le tre coste del povero Colombaretti, il quale alla diciassettesima presenza in Coppa di serie C ha onorato la cabala. Diremo subito della serata di Lecce. Padalino decide di preservare i titolari per la sfida straregionale di domani col Martina, dando spazio a chi ha giocato meno. D’accordo, ma Micale mica aveva giocato meno di Narciso, 3 presenze contro le 2 del tranese e Narciso veniva da lunga inattività, doveva recuperare appieno il ritmo gara, giocando corre meno di tutti gli altri, quindi consuma energie più mentali che fisiche, non era rimasto sul sofà di casa sua, bensì sedeva in tenuta da giuoco in panca, si è sobbarcato anche lui il rientro notturno in torpedone, tanto valeva schierarlo…o no? Il Milan di Sacchi poteva giocare con Galli tra i pali in campionato e Pazzagli in Coppa Italia, la Juventus di Conte può in Coppa surrogare Buffon con Storari. Se hai Micale ed affronti il Lecce in gara secca esterna con unica speranza di giocartela ai rigori è sempre meglio che metti Narciso. Magari, a giustificazione, resta il fatto che i primi due cambi consumati sono stati dettati da emergenze infortunistiche, mentre l’unico cambio tecnico è avvenuto troppo tardi con l’inserimento di Cavallaro del quale tesseremo le lodi tra qualche rigo. Sarà un caso ma se giochiamo con Micale, Pambianchi, Licata e qualche altro contemporaneamente in campo perdiamo le partite. A dire il vero non vinciamo neppure, ma almeno in due trasferte di campionato siamo rientrati imbattuti con un punto d’oro preso in Lucania ed un altro di legno raccolto in riva all’Arno. Ultimo posto lasciato all’Arzanese e Chieti sceso a quota tre per illecito amministrativo. La classifica al momento è nitida. Le prime otto hanno staccato le altre. Giusto quattro squadre giocherebbero le semifinali di spareggio, mentre le ultime sei che retrocedono direttamente non solo sono distanziate dalla promozione di oltre tre punti, quindi hanno bisogno minimo di quindici giorni per rientrare in C unica, ma vedono coinvolto il FOGGIA. I rossoneri non vincono ed è pure terminata la pezza a colore che si è giocato contro le prime quattro. Il Tuttucuoio era alla portata, ma la difesa non ha ripetuto Melfi, anzi Narciso più volte ha salvato il salvabile afferrando la sfera in presa aerea e terrestre come un gattone fa col gomitolo di lana. Pronti via e si era sotto di una rete, la prima scudisciata di cuoio sul volto del FOGGIA che nel primo tempo ha reagito poco e male, con Agnelli inibito da un giallo arrivato troppo presto. Nella ripresa è stato fantastico Cavallaro: ha suonato la carica, si è procurato il primo rigore regolarmente trasformato, si è assunto la responsabilità di calciarne un altro, si è disperato quando non è giunta la terza marcatura, poi si è arreso anche lui al pareggio ed al triplice fischio,
esausto, era sdraiato sul prato verde bagnato, come Domenghini all’Azteca nel ’70 dopo i supplementari del 4-3 alla Germania. Ma può ogni volta costui cantare e portare la croce? Si giuoca in 11 e finora ci sono il portiere Narciso, il capitano Agnelli ed appunto il gladiatore Cavallaro. Un po’ Quinto dà una mano e gli altri? E GLI ALTRI? E GLI ALTRI DOVE SONO? E CHE FANNO? Non ci siamo proprio! Difesa distratta, fasce sguarnite ed inefficaci, attacco anemico e sterile. Unica rete su azione un mese fa autore Cavallaro, poi più nulla, anzi cartellini gialli a bizzeffe. Analizziamo meglio tutto ciò. Non può essere un caso che su azione non si segna mai. Zizzari dopo Lecce merita un discorso a parte. Noi vorremmo che Zizzari tornasse a segnare e che dopo un decennio tornasse in doppia cifra, ma al momento non è al massimo della condizione. Non è un caso se dopo tre presenze Loiacono sia già diffidato, ammonito ogni domenica e che mezza squadra abbia visto da vicino il giallo. Non siamo scostumati o violenti siamo semplicemente inferiori all’avversario, tant’è che per fermarlo dobbiamo spesso commettere fallo e la difesa a 3 è a volte il primum movens di tutto ciò, ovvero tatticamente gli altri si dispongono meglio in campo e specie sulle fasce ci fanno soffrire. Si dirà sviluppiamo giuoco è vero, è verissimo, ma quando verso la fine del penultimo millennio gli inglesi inventarono il giuoco del calcio stabilirono che doveva vincere chi metteva la palla in rete e non chi creava senza realizzare ed ancor oggi crediamo che sia così. Ora arriva il Martina, in casa nostra non li battiamo dal 1987, prima domenica di marzo (finì 4-0 e terminò pure il letargo zemaniano). Anche allora 540 minuti senza segnare con unica rete su rigore di Pidone a Sorrento. Il FOGGIA ha il dovere di risalire, i tifosi hanno il dovere di aiutare il FOGGIA a risalire. Abbiamo pazientato 26 anni: ora basta!esausto, era sdraiato sul prato verde bagnato, come Domenghini all’Azteca nel ’70 dopo i supplementari del 4-3 alla Germania. Ma può ogni volta costui cantare e portare la croce? Si giuoca in 11 e finora ci sono il portiere Narciso, il capitano Agnelli ed appunto il gladiatore Cavallaro. Un po’ Quinto dà una mano e gli altri? E GLI ALTRI? E GLI ALTRI DOVE SONO? E CHE FANNO? Non ci siamo proprio! Difesa distratta, fasce sguarnite ed inefficaci, attacco anemico e sterile. Unica rete su azione un mese fa autore Cavallaro, poi più nulla, anzi cartellini gialli a bizzeffe. Analizziamo meglio tutto ciò. Non può essere un caso che su azione non si segna mai. Zizzari dopo Lecce merita un discorso a parte. E’ stata l’incapacità di chi lo ha scelto o la slealtà di chi ce lo ha proposto a far sì che dopo Famiano sia lui quest’anno a vincere il bidoncino d’oro? Per carità noi vorremmo che Zizzari tornasse a segnare e che dopo un decennio tornasse in doppia cifra, ma al momento non è al massimo della condizione. Non è un caso se dopo tre presenze Loiacono sia già diffidato, ammonito ogni domenica e che mezza squadra abbia visto da vicino il giallo. Non siamo scostumati o violenti siamo semplicemente inferiori all’avversario, tant’è che per fermarlo dobbiamo spesso commettere fallo e la difesa a 3 è a volte il primum movens di tutto ciò, ovvero tatticamente gli altri si dispongono meglio in campo e specie sulle fasce ci fanno soffrire. Si dirà sviluppiamo giuoco è vero, è verissimo, ma quando verso la fine del penultimo millennio gli inglesi inventarono il giuoco del calcio stabilirono che doveva vincere chi metteva la palla in rete e non chi creava senza realizzare ed ancor oggi crediamo che sia così. Ora arriva il Martina, in casa nostra non li battiamo dal 1987, prima domenica di marzo (finì 4-0 e terminò pure il letargo zemaniano). Anche allora 540 minuti senza segnare con unica rete su rigore di Pidone a Sorrento. Il FOGGIA ha il dovere di risalire, i tifosi hanno il dovere di aiutare il FOGGIA a risalire. Abbiamo pazientato 26 anni: ora basta!

Potrebbero interessarti:

Di Marzio: Foggia Calcio, oggi rinnova Zambelli

Domenico Carella

Primi movimenti di mercato: il Foggia Calcio prepara la Serie B. E c’è un uruguayano…

Domenico Carella

LEGA PRO/C. Il programma della 35° giornata

La Redazione