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19 Luglio 2024
Serie B

CASERTANA: Lombardi, “Ugolotti è abituato a parlare poco. Capuano rigido sul modulo”

La Casertana era partita in pompa magna in Seconda Divisione, senza rinunciare a prendere i pezzi più pregiati del mercato, ma dopo un inizio non facile (zero vittorie in partite ufficiali e un solo gol fatto, segnato da Mancino) il presidente Giovanni Lombardi ha dovuto rivedere i suoi piani tecnici, che non sono andati come egli sperava. Esonerato Ezio Capuano, il massimo dirigente ex Scafatese ha chiamato quale allenatore Guido Ugolotti, al quale è stato assegnato il compito di ottenere risultati e di portare la squadra là dove conta. Lombardi, intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, non ha risparmiato frecciate all’ex tecnico, reo a suo dire di essere stato fin troppo rigido sul modulo. Intanto allo stadio Pinto i falchetti avranno subito un compito durissimo contro il Martina, che fino al momento ha indovinato la tattica non avendo incassato nemmeno un gol, e dovranno iniziare a vincere per arrivare quantomeno ottavi, come ha detto il presidente stesso.

“La Casertana come organico era stata allestita nell’ultima settimana di agosto, e io sono entrato nel capitale della Casertana a metà ottobre – ricorda Lombardi, entrato materialmente in società ai tempi della Serie D meno di un anno fa – Diciamo che ho partecipato nell’ultima settimana di agosto a costruire una squadra, anche se si sono trovati problemi di preparazione atletica, di under, e in dicembre abbiamo dovuto rifare praticamente la squadra. Ci siamo guadagnati i play-off e siamo arrivati quindi alla finalissima”.

Persa la finalissima con la Virtus Verona, la Casertana non ha rinunciato a proporre domanda di ripescaggio.

“Bisogna tenere in conto una cosa, che Nocerina e Avellino sono arrivate alla C2 tramite ripescaggio. È un costume abbastanza diffuso, anche se con la riforma della Lega Pro secondo me non ci saranno più ripescaggi”.

Perché no?

“Se in Seconda Divisione ci sono nove retrocessioni rimarranno solo quelle società che sono sane economicamente”.

A lei attribuiscono questa frase pronunciata all’indirizzo di mister Capuano: “Se ne torni a casa a piedi”. L’ha detta?

“E’ una battuta che io ho fatto a un dirigente del Gavorrano: gli dissi che se Capuano avesse perso anche con loro, se ne sarebbe potuto anche tornare a casa a piedi. E il dirigente mi rispose con un’altra battuta, dicendomi che il mister non poteva farlo perché tanto c’era la stazione ferroviaria a cinquecento metri. E’ stato scritto che avrei detto quella frase, ma in realtà fu solo uno scambio di battute con gli amici del Gavorrano”.

Pensa che con l’esperienza del neo tecnico Ugolotti la squadra, che è formata da elementi come Kola, Caturano, Mancino e Fumagalli, Pezzella, possa riuscire a esprimersi?

“Il calcio è bello perché non lo fanno solo i grossi nomi, ma lo fanno anche i moduli, i gruppi, le iniziative degli allenatori. L’Ischia ad esempio si trova con 3 punti, noi ne abbiamo uno, mentre squadre come Melfi, Poggibonsi e Vigor Lamezia hanno fatto meglio. Fare una valutazione dopo tre partite è estremamente limitativo: i risultati si vedono nel lungo termine. Questo è un campionato che va vissuto con grande intelligenza, perché le prime otto sono promosse e le quattro che seguono vanno ai play-out. Ne deriva che le squadre giocheranno tutte per vincere, non per altro. Bisogna fare almeno cinquanta punti, quindi fare tra le dodici e le quattordici vittorie. Nel lungo termine prevarranno le squadre che sono meglio attrezzate, poi ci sarà anche il mercato di riparazione”.

Ma se c’è anche il mercato di riparazione, perché esonerare Capuano?

“I problemi con lui non sono iniziati la settimana prima dell’esonero, ma erano iniziati già durante il ritiro a Gubbio. Avevamo notato che c’erano problemi di espressione tattica: facevamo fatica a creare occasioni da gol. Non abbiamo mai vinto in partite ufficiali e abbiamo segnato un solo gol. Purtroppo Capuano sembrava si fosse fossilizzato sul 3-5-2 (e più che altro era un 5-3-2 perché difendevamo in otto), per cui ci siamo preoccupati. La rosa che avevamo si poteva adattare anche ad altri moduli. Bisogna essere essenziali a questi livelli”.

Quando ha parlato con Capuano?

“Capuano l’ho visto la sera prima della partita, e lo avevo visto ottimista circa una possibile vittoria della squadra a Gavorrano. Io l’ho richiamato perché comunque le partite si giocano sul campo. I nostri avversari hanno poi fatto una grande prestazione: alcuni giocatori, compreso l’allenatore, sono stati inseriti nella classifica della settimana di TuttoLegaPro.com. Avevo capito che il Gavorrano avrebbe attaccato i nostri punti deboli, e così è stato. A Capuano avevo detto che non doveva aver paura a far scendere in campo qualche giovane che magari in settimana si allenava bene, ma a quanto pare non crede tanto nei giovani”.

Riprenderebbe Capuano in un’altra squadra?

“In questo campionato, per come è la formula, forse no. È un allenatore molto tattico, nel preparare la partita è tra i migliori, quindi può andare bene per una salvezza. In questo campionato qui invece bisogna vincere molto più, e non pensare di pareggiare”.

In cosa è diverso Ugolotti?

“Ugolotti è diverso da Capuano sotto il profilo caratteriale, perché parla poco. Prima cerca di ottenere il risultato e poi lo commenta. Sotto il profilo tattico gioca con la difesa a quattro, quindi sembra abbia idee più fresche. Comunque è appena arrivato, quindi è presto per giudicare. Domenica già avremo una partita difficile da vincere, e a Ugolotti ho detto di non aver paura”.

Nel caso Ugolotti dovesse chiedere qualche ulteriore rinforzo si può fare qualcosa?

“Al mister ho detto anche che per rispetto dei tifosi della Casertana, che sono stati numerosissimi con il Cosenza, Caserta si merita molto, e ho detto che saremmo stati disponibili a fare qualche sacrificio se necessario. Comunque Ugolotti sta cercando di conoscere bene la rosa, anche se conosce Baclet per averlo allenato, ha avuto anche Mancino, ma bisogna dargli il tempo di capire come la squadra può rendere”.

L’obiettivo resta arrivare primi?

“Come avevo detto a Capuano, che purtroppo non mi ha seguito, non è vincere il campionato, ma arrivare ottavi alla penultima di campionato, e giocarsi l’ultima giornata in tranquillità. Per me non sarebbe una sconfitta arrivare ottavi, perché questo è un torneo molto complesso. Non conta il primo o l’ottavo posto, ma arrivare ottavi e basta”.

fonte: tuttolegapro

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