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30 Giugno 2022
Blog Cuore Rossonero Foggia Calcio

Foggia Calcio e Lazio, due pesi e due misure

Peppino Ci si aspettava una penalizzazione per la Lazio coinvolta per responabilità oggettiva in due gare di campionato, deferita e rinviata a giudizio. Invece nulla di tutto questo, pagherà un’ammenda e tutto finisce in una bolla di sapone. Più che figli di un’aquila sono figli della gallina bianca o al massimo biancoceleste. Non è la prima volta che accade. Qualche anno fa la compagine capitolina era destinata al fallimento per ingenti debiti con il fisco. Eppure, meraviglia delle meraviglie, a Lotito fu rateizzato il debito a 23 anni, forse le ultime due rate le pagheranno i figli di Lotito e quello che fa ancor più specie fu la motivazione: evitare tumulti e salvaguardare l’ordine pubblico! Provasse un normale contribuente a sperare in comode rate ultraventennali si ritroverebbe tra le grinfie di Equitalia….Quindi quasi un’assoluzione per i biancocelesti, in fondo parliamoci chiaro al Palazzo, mi raccomando o finale, fanno più comodo 40.000 euro che sapere di una squadra penalizzata. Ed è solo per non andare fuori argomento che glissiamo sul Napoli graziato dalla giustizia sportiva nonostante i carabinieri abbiano verbalizzato la confessione di un suo tesserato o su Conte punito in maniera molto leggera. Ora dopo 39 anni e poco più di un mese la domanda sorge spontanea. Perchè due pesi e due misure? E’ stato forse a nostra insaputa depenalizzato l’illecito sportivo? Nel 1974 il FOGGIA fu pesantemente punito con un meno sei da scontare sulla classifica del campionato appena concluso. Motivo? Illo tempore erano consentiti regali agli arbitri da parte delle società ospitanti. Il FOGGIA volle omaggiare il Sig. Menicucci di Firenze con un orologio di marca. Era l’ultima di campionato FOGGIA – Milan 0-0 con rete annullata a Silvano Villa, con un mani di Bet in piena area di rigore ignorato dal fischietto toscano, con Rivera mansueto in campo ed incavolato sotto la doccia (pare avrebbe detto: e che volevano che gli facessimo pure l’autogol?), Chiarugi che diceva a Colla non mi picchiare che tiro fuori e Franco Bergamaschi futuro satanello che tirava per davvero colpendo il palo, in quanto nativo di Verona. Il FOGGIA di Toneatto non vinse, sul campo si salvò il Verona, ma sugli scaligeri pendeva il deferimento per Napoli- Verona. Garonzi per rabbonire Clerici gli promise una concessionaria di auto in Brasile. Il Verona fu processato e condannato all’ultimo posto in classifica. Il FOGGIA si sarebbe salvato, ma quei maledetti
tre orologi all’arbitro di maggior valore ed ai guardalinee (oggi si chiamano assistenti) comunque di marca ma con un prezzo inferiore ci costarono deferimento, processo e condanna definitiva in appello al meno sei da scontare immediatamente e guarda caso il FOGGIA era giusto 5 punti sulla Sampdoria a sua volta partita da meno tre perchè nella stagione precedente aveva dato un premio a vincere ad altra squadra. Oggi la Lazio è perdonata, chissà se a Lotito manderanno un biglietto di scuse per averlo fatto stare in ansia con la richiesta del meno sei. Credo fosse il 19 maggio del 74 quando Menicucci rifiutò il dono. Il vero guaio fu che dopo la partita il FOGGIA si ripresentò da squadra retrocessa alla terna arbitrale riproponendo l’omaggio. Menicucci disse non l’ho preso prima, non lo voglio neppure adesso. Queste parole furono
udite dall’inviato della Gazzetta dello Sport Mentana, il papà di Enrico, il quale riportò pari pari il virgolettato. Per il FOGGIA fu l’inizio della fine. Condanna in primo grado a retrocessione all’ultimo posto e meno tre da scontare
in B l’anno successivo. Poi la CAF acronimo di Commissione Appello Federale sentenziò meno sei da scontarsi immediatamente….Dopo poco più di 39 anni la giustizia sportiva è cambiata radicalmente. Illo tempore si compravano e
vendevano partite, oggi si va a scommettere sul risultato esattissimo e molti calciatori lo fanno, in quanto chi meglio di loro può conoscere il futuro in anticipo? Alle chiromanti le fanno un baffo! Amarissimo quindi fu l’epilogo del
1974, retrocessi per tre orologi o perchè dei 24 punti presi sul campo ben 15 furono presi nelle prime 12 partite e solo 9 furono raccolti nelle seguenti 18 gare? Era il FOGGIA di Lauro Toneatto che la sera dell’Epifania era terzo in
classifica avendo battuto 1-0 il Napoli con rete di Pavone. Terzo ex aequo con Napoli e Fiorentina, terzo alle spalle di Juventus e Lazio. Quella sera sopra di noi solo Juve e Lazio poi il cielo….Solo Zeman con la vittoria di Cremona
dell’autunno 1991 reti di Signori e Baiano ci riportò al terzo posto. Toneatto invece dalle stelle alle stalle, con la complicità dei contemporanei infortuni a Trentini e Pirazzini che lasciarono sguarnita una difesa diventata
vulnerabilissima anche dalla Sampdoria che con Arnuzzo ci bloccò sul 2-2 al novantesimo, una difesa vulnerata solo dall’arbitro a Marassi con Trentini col pallone bloccato sulla linea di porta ed il direttore di gara a convalidare in
rete il colpo di testa di Sidio Corradi. Sic transit gloria mundi….Ad ogni buon conto ricordiamola pure la formazione titolare che con 7 risultati utili consecutivi ci fece stare per una settimana al terzo posto. Non c’è Salvori
infortunato per quasi tutto l’anno e che doveva essere il migliore di tutti, c’è Silvano Villa, ma in formazione verrà riportato come Villa Silvano perché così lo chiamava la voce del mitico Pertosa dall’altoparlante: Trentini; Cimenti, Colla; Pirazzini, Bruschini, Valente; Villa Silvano, Del Neri,Rognoni, Liguori, Pavone……..

PEPPINO BALDASSARRE

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